LUCIA GENTILI
Cronaca

"Rilancio e lavoro con la cultura"

Gli obiettivi di Federica Galazzi, direttrice della Rete museale dell’Alto Potenza: sinergie indispensabili

"Rilancio e lavoro con la cultura"

"Rilancio e lavoro con la cultura"

di Lucia Gentili

È Federica Galazzi, 39 anni, laureata in Archeologia a Perugia con specializzazione e dottorato di ricerca conseguiti a Bologna, il direttore per la Rete museale dell’Alta valle del Potenza – Comuni di San Severino (capofila), Castelraimondo, Pioraco e Sefro. Ha circa 20 anni di esperienza nel settore museale e da due è direttore del Museo archeologico e della via Flaminia di Cagli.

"Un ruolo innovativo", quello del direttore di rete, secondo l’assessore regionale Biondi. Nel dettaglio, quale saranno i suoi compiti?

"Sarà fondamentale consolidare la rete e creare una vera a propria squadra, collaborando anche con le altre reti che si sono costituite. Partendo poi dalla nostra mission, il mio compito sarà favorire lo sviluppo del welfare culturale, garantendo a tutti i cittadini la possibilità di partecipare alla vita culturale della propria comunità, promuovendo coesione sociale, identità culturale, senso di appartenenza e crescita economica. Non dimentichiamoci che questo territorio è ancora ferito dal sisma 2016, ma è forte la voglia delle comunità di rinascere e ripartire. In questo senso la cultura giocherà un ruolo fondamentale. Molto importante sarà, poi, raggiungere per ogni museo i Livelli minimi uniformi di qualità (Luq), che consentono l’accreditamento al Sistema museale nazionale. Infine, sarà essenziale rendere sostenibile la rete, intercettando bandi di finanziamento e adottando strategie di fundraising".

Obiettivi fino a tutto il 2024?

"Lavoreremo per riaprire i musei ancora chiusi e approfitteremo di questa situazione per renderli il più possibile accessibili e inclusivi. Sarà fondamentale, inoltre, realizzare un’identità della rete, con una strategia di comunicazione ad hoc e strumenti dedicati, al fine di renderci riconoscibili. Vorrei poi instaurare una collaborazione attiva con gli istituti scolastici del territorio, per creare un’offerta didattica originale e avviare un dialogo con le realtà economiche e artigianali locali, per creare delle esperienze del territorio. Infine, mi piacerebbe poter estendere la rete anche ad altre città".

La rete darà occupazione anche ad altre figure professionali?

"È auspicabile; sarebbe molto utile creare nel tempo un’equipe di professionisti nella progettazione, comunicazione, fundraising, didattica e accoglienza, ma per fare questo la rete dovrà potersi sostenere economicamente".

Quali nodi ci sono sul fronte museale?

"In Italia i principali nodi riguardano l’accessibilità, non solo ai luoghi (architettonica) ma anche ai contenuti, sia dal punto di vista cognitivo-sensoriale che da quello "esperienziale": spesso nei musei si parla un linguaggio troppo tecnico ed è necessario semplificarlo per rendere i contenuti più fruibili, senza svilirli".