PAOLA PAGNANELLI
Cronaca

Rosina, delitto premeditato. Figlia condannata all’ergastolo. Sconto di pena per Enea

Il nipote dell’anziana trovata morta la sera della vigilia di Natale del 2020 dovrà scontare 27 anni, 4 e mezzo il marito Enrico Orazi. I difensori annunciano da subito ricorso in Cassazione.

Rosina, delitto premeditato. Figlia condannata all’ergastolo. Sconto di pena per Enea

Rosina, delitto premeditato. Figlia condannata all’ergastolo. Sconto di pena per Enea

Ergastolo ad Arianna Orazi, 27 anni ad Enea Simonetti e quattro anni e mezzo a Enrico Orazi, per aver ucciso la 78enne Rosina Carsetti che di loro tre era, rispettivamente, la madre, la nonna e la moglie. Questa la sentenza emessa ieri dalla corte d’assise di appello di Ancona, dopo una breve camera di consiglio, in parziale riforma della sentenza di primo grado sul delitto commesso a Montecassiano la sera del 24 dicembre 2020. Per la corte, è stato un delitto premeditato.

Tutto era partito con una telefonata al 112 di Arianna Orazi secondo cui, quando il figlio era fuori a fare la spesa, un uomo era entrato in casa, aveva legato lei e il padre con i fili dell’aspirapolvere, aveva ucciso Rosina e rubato il denaro in casa. Nessuno piangeva per la morte dell’anziana, con il lockdown non giravano neanche i rapinatori, la spesa del ragazzo erano due fettine e tre merendine: i carabinieri del Nucleo investigativo avevano sentito puzza di bruciato e avevano iniziato le indagini, coordinati dal procuratore Giovanni Giorgio. Le intercettazioni telefoniche chiarirono che non c’era stata alcuna rapina, venne fuori che Rosina si era rivolta a un centro antiviolenza per chiedere aiuto, e i familiari a febbraio finirono in carcere.

Alla fine del processo di primo grado, la corte d’assise di Macerata condannò per il delitto solo Enea Simonetti, all’ergastolo. Ad Arianna ed Enrico Orazi, due anni di pena per simulazione di reato. Esclusi i maltrattamenti in famiglia che, a detta della corte, sarebbero stati reciproci, sebbene a morire fosse stata solo Rosina. In appello, la corte presieduta da Giovanni Trerè con latere Giuliana Basilli ha voluto ripetere l’istruttoria risentendo 17 testimoni solo sui maltrattamenti. Tutti hanno confermato che l’anziana temeva per la sua vita: "Se mi succede qualcosa, cercate in casa mia", ripeteva. Per questo aveva preso un appuntamento con il centro antiviolenza, dove sarebbe andata il 27 dicembre, e i familiari lo sapevano: lei lo aveva detto a un’amica al telefono, ma le sue conversazioni erano registrate da Arianna.

Come ribadito dal procuratore generale Roberto Rossi, che aveva chiesto l’ergastolo per Arianna Orazi ed Enea Simonetti, era stata quella mossa a far scattare la decisione di uccidere Rosina, che denunciandoli li avrebbe compromessi.

Dopo una breve camera di consiglio, la corte ieri ha ritenuto Arianna Orazi colpevole di omicidio pluriaggravato dalla premeditazione, la minorata difesa, il rapporto di parentela, simulazione di reato, maltrattamenti: ergastolo. Pena ridotta a 27 anni invece per il figlio di lei, per le attenuanti. E quattro anni e mezzo per simulazione e maltrattamenti a Enrico Orazi. Il marito di Rosina nell’ultima udienza si era autoaccusato del delitto, non è stato creduto ma la corte ha inviato gli atti alla procura per le necessarie valutazioni. Sorpresa Arianna Orazi, convinta forse che l’autoaccusa del padre sarebbe servita. "Aspettiamo i 90 giorni per le motivazioni, poi ricorreremo in Cassazione" annuncia subito l’avvocato Olindo Dionisi. Scarcerata dopo la sentenza di primo grado, per ora lei resta libera. "Per noi comunque un risultato positivo, visto che Enea ha già scontato tre anni e mezzo" ha commentato l’avvocato Valentina Romagnoli, anunciando anche lei il ricorso e ribadendo la sua convinzione che il ragazzo non fosse in casa quando è stato commesso il delitto. Sull’orario esatto della morte e le modalità dell’omicidio, l’avvocato Romagnoli ha molto combattuto in primo grado. Il ragazzo per il momento rimane in carcere. Libero infine, fino a quando la sentenza non sarà definitiva, Enrico Orazi.