di Marta Palazzini "Forse quest’anno sarebbe stato più utile fare partire i saldi già dal mese di luglio, senza posticiparne l’inizio, considerando che abbiamo perso completamente la primavera e molta merce è rimasta invenduta". A parlare sono alcuni negozianti del centro storico di Macerata, alle prese con il primo giorno dei saldi dopo il periodo del lockdown per la pandemia da Covid-19. E sono parole di speranza e preoccupazione, anche se la maggior parte dei negozianti, visto che la stagione primaverile è andata persa, aveva già avviato delle vendite promozionali, perché la ripartenza è stata lenta e anche...

di Marta Palazzini

"Forse quest’anno sarebbe stato più utile fare partire i saldi già dal mese di luglio, senza posticiparne l’inizio, considerando che abbiamo perso completamente la primavera e molta merce è rimasta invenduta". A parlare sono alcuni negozianti del centro storico di Macerata, alle prese con il primo giorno dei saldi dopo il periodo del lockdown per la pandemia da Covid-19. E sono parole di speranza e preoccupazione, anche se la maggior parte dei negozianti, visto che la stagione primaverile è andata persa, aveva già avviato delle vendite promozionali, perché la ripartenza è stata lenta e anche difficile. Negli anni scorsi, più volte i negozianti hanno ribadito la necessità di posticipare l’avvio dei saldi, ma quest’anno per loro sarebbe stato meglio che partissero nello stesso periodo di sempre (a luglio), per agevolare la ripresa del settore. "A luglio abbiamo comunque fatto una vendita promozionale, da oggi (ieri, ndr) partono i saldi più importanti – conferma Stefania Meletani dell’omonimo negozio –. Le aspettative sono basse, come è stato appena dopo il lockdown, ma finora è andata meglio di quanto sperassi: stamattina (ieri, ndr), già qualche persona è venuta in negozio proprio per i saldi". "Abbiamo attivato la vendita promozionale a luglio, perché la stagione è stata massacrata e la ripartenza non è stata semplice. La gente ha ancora timore di uscire – dice Eleonora Vipera di Nara camicie –. È vero che i saldi solitamente iniziavano troppo presto, secondo noi, ma quest’anno, vista la situazione, non si doveva posticiparne l’inizio ad agosto. Hanno pensato che dando un mese in più di prezzi pieni, la gente avrebbe comprato, ma non si considera il fatto che una stagione è andata persa e abbiamo ancora tanti capi invenduti". Molti negozianti della città, infatti, devono fare i conti con l’invenduto della stagione passata, e alcuni stanno recuperando soltanto ora. "Anche per noi sarebbe stato più comodo fare partire i saldi a luglio, perché è saltata l’intera stagione – racconta Gianni Fontanella del negozio Saint German –. Ho venduto più capi primaverili che estivi, e per i saldi è già venuto qualche cliente da fuori". Via ai saldi sì, ma la situazione resta incerta. Molti negozianti, infatti, hanno già avviato delle vendite promozionali fin dal mese di luglio. Per questo, secondo loro, è difficile che ci sia un rilevante cambiamento di tendenza negli acquisti e nella voglia di shopping. "Ho praticato fino a oggi (ieri, ndr) una vendita promozionale per alcuni capi, prevedendo il 30 per cento di sconto. Ora estenderò lo sconto a tutti i capi e successivamente applicherò una promozione ancora più importante per alcuni vestiti in particolare – spiega Flora De Angelis di Joie –. I saldi, quindi, non sono partiti oggi (ieri, ndr), ma già da luglio, perciò non mi aspetto un improvviso boom". "Speriamo che i saldi funzionino e incentivino ulteriormente gli acquisti – aggiunge Amedeo Patrassi di Bulli & Pupe e Avant Garde –. Qualcosa si è mosso, è vero, ma è comunque un percorso molto difficile, non solo per vendere, ma per recuperare tutto quello, che abbiamo perso".