di Giorgio Giannaccini Un osimano di 60 anni si era tuffato in mare, ma la forte corrente e le onde alte più di due metri lo hanno spinto in pochi attimi contro gli scogli. Sarebbe successa una tragedia, se non fosse stato per il bagnino di salvataggio, Samuele Patarca, 47 anni, che ha afferrato l’uomo e gli ha fatto da scudo, mentre le onde li sbattevano contro gli scogli. Poi, non senza difficoltà, il 60enne è stato portato a riva dal...

di Giorgio Giannaccini

Un osimano di 60 anni si era tuffato in mare, ma la forte corrente e le onde alte più di due metri lo hanno spinto in pochi attimi contro gli scogli. Sarebbe successa una tragedia, se non fosse stato per il bagnino di salvataggio, Samuele Patarca, 47 anni, che ha afferrato l’uomo e gli ha fatto da scudo, mentre le onde li sbattevano contro gli scogli. Poi, non senza difficoltà, il 60enne è stato portato a riva dal bagnino. Entrambi se la sono cavata con lesioni e ferite alle gambe e alle braccia, e il bagnante è stato portato al pronto soccorso sotto choc. Il salvataggio è avvenuto ieri mattina a Porto Recanati, all’altezza della spiaggia del balneare "Bebo’s", a Scossicci. "Mi trovavo sulla torretta – racconta Patarca –, quando ho visto quell’uomo tuffarsi in mare, non molto distante dagli scogli. Subito mi sono allarmato e sono andato verso la riva, perché c’erano onde alte più due metri. Il 60enne è stato subito trascinato dalle onde davanti agli scogli, a circa 15 metri dalla riva. A quel punto mi sono tuffato in acqua, perché non c’era tempo da perdere, e ho afferrato il villeggiante. Le onde non ci permettevano di spostarci e ci hanno sbattuto contro gli scogli per tre o quattro volte, ma per fortuna sono riuscito a mettere il mio corpo a protezione dell’uomo e ho battuto con la schiena e le gambe contro i massi". "Con le braccia mi sono poi spinto via dagli scogli, e malgrado la forte corrente, sono riuscito a tornare a riva con l’uomo – racconta ancora il bagnino –. È stata dura, perché il mare sembrava impazzito ed entrambi stavamo rischiando la vita. Appena usciti dall’acqua, l’uomo era pieno di ferite alla schiena, alle braccia e alle gambe, oltre a essere in stato confusionale. La moglie e la figlia mi hanno ringraziato, abbracciandomi con le lacrime agli occhi. Solo dopo un’ora ho realizzato quanto fosse successo e mi è venuto da piangere. Se avessi tardato anche di cinque secondi, avremmo parlato di tutta un’altra storia. Da 25 anni faccio il bagnino ed è stato l’intervento più difficile, a ripensarci ora ho la pelle d’oca, anche perché sono indolenzito e ho diversi tagli sulla schiena e alle gambe, ma è andata bene. È impagabile l’emozione di avere salvato una vita".