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21 giu 2022

"Scelta difficile, il Covid è stato determinante"

La maceratese Yelena Buglioni ha lasciato dopo aver vinto il concorso per cancelliere esperto in tribunale

21 giu 2022
Yelena Buglioni è una delle avvocatesse che ha rinunciato alla professione
Yelena Buglioni è una delle avvocatesse che ha rinunciato alla professione
Yelena Buglioni è una delle avvocatesse che ha rinunciato alla professione
Yelena Buglioni è una delle avvocatesse che ha rinunciato alla professione
Yelena Buglioni è una delle avvocatesse che ha rinunciato alla professione
Yelena Buglioni è una delle avvocatesse che ha rinunciato alla professione

"Una possibilità arrivata per caso, e poi una scelta difficile, ma alla fine dopo un anno non sono pentita". Yelena Buglioni è una delle avvocatesse che, dall’anno scorso, ha rinunciato alla professione per entrare nell’organico del tribunale, dopo aver vinto il concorso per cancelliere esperto.

Come è maturato questo passaggio?

"Si è trattato di un caso. Non avevo aspirazioni legate alla pubblica amministrazione, da dieci o forse 15 anni non facevo concorsi. Lavoravo in uno studio dove la collaborazione era ottima e avevo dei rapporti di amicizia importanti, poi la professione mi gratificava moltissimo, soprattutto per la possibilità che mi dava di incontrare tante persone. Stavo bene. Ma c’è stato il Covid ed è stato determinante".

Perché?

"Ho passato sei mesi a casa con mio figlio, per la prima volta ho avuto la possibilità di crescerlo io, invece di delegare ad altri come avevo dovuto fare fino a quel momento, come tutti quelli che lavorano. Però, dall’altro lato, sono stata a casa sei mesi senza lavorare, chiedendomi come sarebbe andata poi, come sarebbe stato il futuro, cosa sarebbe successo se quella situazione fosse continuata o si fosse ripetuta in futuro. Il Covid è stato tranchant".

Le è pesato rinunciare alla professione?

"È stata una scelta angosciante, difficile. Alla fine ho messo da parte le aspirazioni personali in cambio di qualcosa di più sicuro, orari più definiti, maggiori certezze. Non rimpiango la scelta fatta, purtroppo non si poteva fare tutto. Si è aperta una porta e l’ho varcata. Adesso ho più stabilità e tranquillità, e poi ho conosciuto altre persone e guardato al tribunale con una prospettiva diversa. Cerco di svolgere il lavoro oggi come facevo prima la professione, con impegno e in autonomia, appena ho preso le misure con i nuovi compiti. Ma uno dei vantaggi che ho, è che ora quando mio figlio è a scuola io lavoro, e quando lui è casa sono a casa anche io".

p. p.

© Riproduzione riservata

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