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10 giu 2022

"Scene da film, non abbiamo chiuso occhio"

Le testimonianze nel quartiere: le forze dell’ordine hanno provato a parlare con lui, ma non c’era proprio verso di farlo ragionare

10 giu 2022
Una vicina di casa indica l’abitazione di via San Lorenzo a Montecosaro in cui è andata in scena la notte di follia (foto Calavita)
Una vicina di casa indica l’abitazione di via San Lorenzo a Montecosaro in cui è andata in scena la notte di follia (foto Calavita)
Una vicina di casa indica l’abitazione di via San Lorenzo a Montecosaro in cui è andata in scena la notte di follia (foto Calavita)
Una vicina di casa indica l’abitazione di via San Lorenzo a Montecosaro in cui è andata in scena la notte di follia (foto Calavita)
Una vicina di casa indica l’abitazione di via San Lorenzo a Montecosaro in cui è andata in scena la notte di follia (foto Calavita)
Una vicina di casa indica l’abitazione di via San Lorenzo a Montecosaro in cui è andata in scena la notte di follia (foto Calavita)

Nessuno è riuscito a chiudere occhio nel quartiere di San Lorenzo, a pochi passi dal centro di Montecosaro. Dall’una e fino quasi all’alba, nella notte di giovedì, i vicini di Gianluca Marzocco sono rimasti col fiato sospeso, chi affacciato alla finestra, chi alla porta, increduli di fronte quanto stava succedendo nella casa di fianco. "Abbiamo visto scene da film – racconta Francesco, uno dei vicini –, lui ha urlato per tutta la notte, diceva frasi sconnesse. ‘Sono un samurai, io ho sempre fatto la guerra’, ce l’aveva con tutti, anche con Putin e gli ucraini. È un tipo grande e grosso e ha scatenato il panico in quella casa, ma devo dire che fa tenerezza, si capisce che non vorrebbe fare nulla di male, era sempre gentile e tranquillo, ma di recente c’erano stati altri episodi simili a questo". Anche Francesco ricorda che erano capitati momenti in cui mostrava poca lucidità, negli ultimi giorni. "Urlava e sbraitava contro tutti – riprende –, è venuto anche a chiedermi scusa per questo. Gli ho risposto di stare tranquillo, di non preoccuparsi". Poi, la follia. "Provavano a parlare con lui, ma a un certo punto si sono resi conto che non ci sarebbe stato verso di farlo ragionare. Gridava che voleva parlare con la polizia, poi con i giornalisti, e così via. I carabinieri e i vigili del fuoco sono riusciti a entrare da dietro, hanno usato il taser, lo spray urticante, l’estintore".

"Noi siamo tornati a casa verso l’una e mezzo – raccontano altri vicini –, abbiamo assistito a tutta la scena. Lo sentivamo urlare e cantare. Siamo rimasti svegli finché non è finito tutto, intorno alle 4 e mezzo. Non avevamo grandi rapporti con questa famiglia, si era trasferita qui da poco. Giusto ‘buongiorno’ e ‘buonasera’, nient’altro". I vicini riferiscono che sembrava un tipo tranquillo, era sempre gentile con tutti. "Sapevamo che aveva avuto dei problemi, ma ora si prendeva cura di entrambi i genitori, li assisteva e si occupava di loro quotidianamente". Poi, l’altra notte, "è andato completamente fuori di testa – raccontano altri vicini –, sentivamo che rideva e gridava. È scoppiato il finimondo, non c’era modo di farlo ragionare, si era barricato in casa e delirava con frasi senza senso. Eppure sembrava una persona gentile, anche se non abbiamo avuto modo di conoscerlo bene. Lo salutavamo quando lo incontravamo qui fuori. Così anche con il padre. Del resto, questo è un quartiere dormitorio, la gente parte la mattina per andare a lavorare e torna la sera, non ci sono grandi occasioni per fare amicizia".

c. g.

© Riproduzione riservata

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