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7 mag 2022

Scintille tra Pezzanesi e Capponi "Ma quale uscita strumentale"

Il presidente del Cosmari replica al sindaco di Treia: neanche lui vuole la discarica, avanti col termovalorizzatore

Giuseppe Pezzanesi, presidente del Cosmari
Giuseppe Pezzanesi, presidente del Cosmari
Giuseppe Pezzanesi, presidente del Cosmari

"La mia non è stata un’uscita strumentale, ma al contrario va interpretata come una prima proposta, come già fatta tra l’altro nel corso dell’ultima assemblea del Cosmari, per fornire una base di confronto su una possibile alternativa alle discariche, impianti che nessuno vuole sul proprio territorio e che, da quanto mi risulta, sono osteggiati anche dal primo cittadino di Treia". Non si fa attendere la replica del sindaco di Tolentino e presidente del Cosmari, Giuseppe Pezzanesi, alle parole del sindaco di Treia, Franco Capponi, che aveva bollato come "strumentale" la proposta di valutare l’installazione di un termovalorizzatore nella nostra provincia. Dell’idea di riprendere a bruciare rifiuti, infatti, si è cominciato a parlare nel corso dell’ultima assemblea dell’Ata.

"Cosmari, grazie alla lungimiranza dei sindaci e Capponi dovrebbe ben saperlo visto che ne è stato anche presidente, è potuto crescere negli anni sia sul fronte della qualità dei servizi che nell’impiantistica perché si è sempre ragionato cercando di prevedere gli scenari futuri – precisa Pezzanesi –. Le scelte fatte nel campo della gestione dei rifiuti hanno portato Cosmari a essere un esempio da imitare con risultati ragguardevoli a livello nazionale, basti pensare alla raccolta porta a porta che all’inizio non veniva vista positivamente, ma che ora è l’unico sistema praticabile e, per i cittadini, irrinunciabile. Partendo da questi presupposti e salvaguardando tutte le "buone pratiche" atte a migliorare la raccolta differenziata, sia in percentuale che in qualità e a ridurre la produzione dei rifiuti, nessuno ci vieta di pensare a un modello che preveda anche un termovalorizzatore che ci consenta di produrre anche energia utilizzando materie primeseconde di scarto che altrimenti finirebbero in discarica, che nessuno vuole sul proprio territorio e che dovremmo comunque gestire per decine di anni in fase di post mortem, come avviene per tutti gli impianti di abbancamento. Penso a termovalorizzatori di ultima generazione a tutela della salute che danno la massima sicurezza, anche sulla preservazione ambientale dell’aria come quelli ad esempio funzionanti nel nord Europa e che in alcuni casi, addirittura, si trovano nel centro delle città. Non può rappresentare un problema documentarsi".

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