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7 mag 2022

"Si impossessa di un Rolex da 75mila euro"

Un napoletano è finito a processo con l’accusa di aver truffato un treiese. Incastrato grazie alla tenacia dei carabinieri

paola pagnanelli
Cronaca
L’avvocato Paolo Carnevali
L’avvocato Paolo Carnevali
L’avvocato Paolo Carnevali

di Paola Pagnanelli

Una raffinata truffa, per impossessarsi di un Rolex del valore di 75mila euro. Di questo è accusato un campano, dopo l’indagine accurata condotta dai carabinieri di Treia. Il fatto sarebbe successo a settembre 2018. Un treiese aveva messo in vendita un Rolex Daytona sul sito internet subito.it e aveva pubblicato un annuncio. Era stato contattato da un soggetto, che aveva detto di chiamarsi Silvio Gallo e aveva avviato le trattative, inviando anche via WhatsApp la foto di un assegno da 75mila euro. Poi i due si erano incontrati ed erano andati insieme in banca con l’assegno. Per accertarne la validità, la cassiera aveva chiamato chi lo aveva emesso, la Deutsche Bank di Napoli: aveva risposto una voce, che aveva fornito i dati del cliente e garantito sulla validità del titolo. Così il treiese aveva preso l’assegno e consegnato il Rolex. Ma quando poi aveva provato a incassare i soldi, era venuto fuori che quel titolo era falso: era stata tutta una truffa, e non c’era stato altro da fare che rivolgersi ai carabinieri. Come raccontato ieri dal maresciallo Paolo Caldarola, la truffa era sembrata molto simile a un caso di cui avevano parlato in televisione: i malviventi, per un breve lasso di tempo necessario al raggiro, si attaccavano alla centralina telefonica della banca, e qualsiasi chiamata partita dalla filiale era intercettata da loro. In questo caso, alla banca treiese non avrebbe risposto la Deutsche Bank di Napoli, ma un complice, preparato a far credere che fosse tutto in regola. Ma come risalire al responsabile? In mano, il maresciallo aveva solo il viso dell’uomo ripreso dalle telecamere della filiale, e un numero di telefono che era risultato intestato a uno straniero ignaro di tutto. Il comandante della stazione però non si è arreso, e di tanto in tanto andava a controllare, tramite la banca dati dell’Arma, se quel numero comparisse in qualche altra denuncia per truffa. E la tenacia lo aveva portato, qualche tempo dopo, a una vicenda simile accaduta a Milano, dove però il presunto autore era stato individuato: si trattava di Giovanni Marigliano, napoletano di 37 anni. Il maresciallo si era fatto inviare dai colleghi la foto del soggetto e l’aveva confrontata con quello arrivato a Treia per il Rolex, e dopo questa ulteriore conferma il campano è stato accusato della truffa al treiese. L’altro giorno per lui si è tenuto il processo, davanti al giudice Vittoria Lupi in tribunale a Macerata. Dopo aver sentito il maresciallo Caldarola e la direttrice di banca, l’udienza è stata rinviata a giugno per la sentenza. Il treiese vittima del raggiro è parte civile con l’avvocato Paolo Carnevali.

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