Traffico in via Roma (foto d’archivio)
Traffico in via Roma (foto d’archivio)

Macerata, 19 gennaio 2020 - Le medie giornaliere sono ancora rassicuranti. Ma le polveri sottili, complici le particolari condizioni meteorologiche di questi giorni, hanno fatto registrare anche a Macerata dei valori che in alcuni momenti della giornata hanno sfondato la soglia limite dei 50 microgrammi per metro cubo d’aria. È quanto emerge dai rilievi dell’Arpa Marche. In particolare, la centralina posizionata a Collevario, area urbana, ha rilevato una concentrazione di polveri sottili (Pm10) pari a 50 microgrammi per metro cubo d’aria alle 20 del 14 gennaio, di 61 microgrammi alle 21 del 15 gennaio, di 55 microgrammi alle 20 del 16 gennaio, di 68 microgrammi alle 18 del 17 gennaio.

Si tratta, è bene precisarlo, di medie orarie, non giornaliere, ma che comunque evidenziano come in alcuni momenti della giornata l’inquinamento atmosferico superi i imiti previsti. Diversa la situazione di Civitanova dove, invece, negli stessi giorni non c’è mai stato un superamento: il valore massimo delle Pm10, 39 microgrammi per metro cubo d’aria, è stato toccato alle 16 del 16 gennaio, anche se va precisato che, in questo caso, la centralina è collocata nella zona dell’Ippodromo, classificata rurale. La pioggia di ieri sicuramente ha dato una ripulita, ma il problema resta: da noi come in altre parti.

È bene ricordate che le polveri sottili sono inquinanti costituiti da una miscela di particelle solide e liquide di dimensioni infinitesimali, disperse nell’aria. Il principale processo di formazione è quello della combustione: nelle aree urbane sono originate soprattutto dal traffico e dalle emissioni degli impianti di riscaldamento pubblici e privati e dagli insediamenti industriali. Possono essere molto pericolose, in particolare in rapporto alle loro dimensioni: più sono piccole, inferiore a 10 micron, più facilmente riescono a depositarsi nei bronchi e nei polmoni, con rischi per la salute.

I blocchi del traffico scattano solo in presenza di superamenti continui, nella giornata, in caso di emergenza. Per contenere i rischi dell’inquinamento la Regione ha anche varato un piano per la limitazione della circolazione dei veicoli e l’adeguamento degli impianti di riscaldamento. Ma proprio nei giorni scorsi sindaci e assessori ci hanno confessato che non hanno dato seguito al piano, perché di difficile applicazione, pensando piuttosto a mettere a punto interventi di caratteri strutturali nel medio periodo. A Macerata, ad esempio, si è stimato che l’applicazione del piano avrebbe bloccato circa il 30% dei veicoli, i cui proprietari appartengono ai ceti meno abbienti. Mentre per quel che riguarda l’adeguamento degli impianti di riscaldamento bisogna procedere per gradi, serve tempo.