FRANCO VEROLI
Cronaca

Spaccatura nella sanità. Braccio di ferro sul futuro della chirurgia tiroidea: "Migliorerà il servizio"

Il direttore dell’Ast Ricci illustra gli obiettivi "di un progetto in itinere" che coinvolge i professionisti di tutta la provincia. Ma la partita è delicata .

Spaccatura nella sanità. Braccio di ferro sul futuro della chirurgia tiroidea: "Migliorerà il servizio"

Spaccatura nella sanità. Braccio di ferro sul futuro della chirurgia tiroidea: "Migliorerà il servizio"

"Creare un centro di elevata specializzazione per la chirurgia tiroidea che vede coinvolti tutti i professionisti della Ast Macerata, a partire dalla Medicina nucleare di Macerata che ne rappresenterà il coordinamento, e le chirurgie generali di Camerino Macerata e di Civitanova con Unità operativa di Otorinolaringoiatria di Civitanova, ha un solo fine: offrire al paziente un servizio sanitario di alta professionalità, e soprattutto nel rispetto dei percorsi del rischio clinico". È quanto afferma Marco Ricci, direttore dell’Ast, il quale evidenzia, tra l’altro, che "il progetto dovrà essere dettagliato con tutti i professionisti coinvolti, ed è per questo che ad oggi è ancora in itinere per una migliore definizione". Dunque una operazione che va a calarsi nell’Atto aziendale, il documento fondante della nuova organizzazione sanitaria, che l’Ast sta elaborando con la collaborazione delle Università di Parma e Ancona, al di sopra di ogni campanilismo.

Alla base di questa scelta ci sarebbe la presenza a Civitanova del reparto di Otorino, legato alle patologie tiroidee (in particolare in caso di complicanze), in una logica di medicina multidisciplinare e di differenziazione degli ospedali in rapporto ad una o più specialità. E, poi, se l’intervento chirurgico viene fatto a Civitanova, il trattamento avrà comunque, come riferimento, la medicina nucleare dell’ospedale di Macerata, in particolare la terapia radiometabolica, per cui Macerata è centro di riferimento regionale. Nessuna volontà, dunque, di ridimensionare l’ospedale di Macerata o chissà che altro. Tutto chiaro e a posto? Non esattamente. Non solo perché non sono pochi quelli che in questa scelta, insieme ad altre, vedono una sorta di progressivo svuotamento dell’ospedale di Macerata; ma anche perché, da quanto è trapelato, su questa "chirurgia nomade", in base alla quale per fare interventi alla tiroide i chirurghi dovrebbero spostarsi da Camerino o dal capoluogo a Civitanova, c’è stato – e c’è – un confronto piuttosto aspro. Si evidenzia anche come a Macerata ci sia già una "filiera" collaudata e consolidata, tanto che il numero degli interventi alla tiroide è molto più alto di quello registrato a Civitanova.

Ribaltando l’impostazione su cui sta lavorando l’Ast, insomma, c’è chi sottolinea che questa sia illogica: interrompere la attuale "filiera", non ha alcun carattere di logicità, semmai è vero il contrario: non ha senso spostare i pazienti per sottoporli all’intervento a Civitanova e, poi, portarli a Macerata per il trattamento e la terapia. Si creerebbero, semmai, più problemi, senza alcuna reale incidenza inerente alla qualità del servizio. Perché, ci si chiede, quello che è stato fatto fino ad oggi a Macerata da settembre bisognerebbe farlo a Civitanova? La questione è molto delicata e ricade, come detto, nel disegno di ridefinizione della organizzazione sanitaria che, tutti dicono, ha lo scopo di offrire una sanità sempre migliore. Ma su come perseguire l’obiettivo le strade sono diverse, a volte anche molto diverse. La temperatura – non solo quella dell’estate ormai alle porte – è destinata a salire.