di Marta Palazzini "Affitti agli studenti a picco, ma il mercato si è bilanciato con coppie, famiglie e lavoratori". Lo stop delle lezioni in presenza all’Università ha causato inevitabilmente il calo della richiesta di appartamenti in affitto da parte degli studenti. Ciò significa che al momento gran parte delle abitazioni che si trovano nel centro storico e nelle zone limitrofe sono sfitte. Se da un lato si evidenzia questa tendenza, tuttavia diverse agenzie immobiliari sottolineano come il mercato degli studenti sia stato più che rimpiazzato da giovani coppie e da famiglie, che ora considerano il centro...

di Marta Palazzini

"Affitti agli studenti a picco, ma il mercato si è bilanciato con coppie, famiglie e lavoratori". Lo stop delle lezioni in presenza all’Università ha causato inevitabilmente il calo della richiesta di appartamenti in affitto da parte degli studenti. Ciò significa che al momento gran parte delle abitazioni che si trovano nel centro storico e nelle zone limitrofe sono sfitte. Se da un lato si evidenzia questa tendenza, tuttavia diverse agenzie immobiliari sottolineano come il mercato degli studenti sia stato più che rimpiazzato da giovani coppie e da famiglie, che ora considerano il centro storico maggiormente attraente. "Si sente la mancanza degli studenti e c’è stato un calo netto degli affitti – ammette Leonardo Foglia dell’agenzia immobiliare Italia –. Abbiamo almeno il 70% in meno di universitari. Gli appartamenti più grandi, che in genere si affittavano a quattro o cinque studenti, sono sfitti. Va un po’ meglio, invece, per gli alloggi di minori dimensioni. Però c’è più richiesta di appartamenti per le famiglie". "La situazione non è rosea: con le sole matricole stiamo affittando pochi appartamenti e gli sfitti raggiungono il 50% – aggiunge Vincenzo Mustich della Progetti immobiliare –. Si tratta soprattutto di abitazioni grandi, quelle con tre o quattro camere da letto, mentre quelle più piccole vanno meglio: le famiglie dei ragazzi preferiscono che il figlio o la figlia vivano con meno persone". Anche per Silvia Ciccarelli di Corso 94 immobiliare, il mercato degli studenti è stato sicuramente penalizzato, ma dall’altro sottolinea le numerose richieste arrivate da altre tipologie di clienti. "Il mercato degli studenti è stato penalizzato, non è andato del tutto in crisi, ma ne ha risentito parecchio – osserva –. Molti appartamenti non sono stati affittati e per di più a gennaio sono arrivate molte disdette. Ne risentono anche quei proprietari che negli anni scorsi avevano deciso di fare un piccolo investimento sugli appartamenti da affittare agli studenti e adesso si trovano senza entrate, perciò sono costretti a metterli in vendita. Ma il resto del mercato sta andando bene: sono molti i lavoratori di cui ci stiamo occupando". "Gli affitti agli studenti erano già pochi, poi quando è arrivata la certezza che l’anno accademico sarebbe proseguito online, molti se ne sono andati. Il centro, però, non è vuoto – aggiunge Benita Montecchiari dell’immobiliare Crescimbeni –. Abbiamo molte coppie giovani che hanno chiesto appartamenti in affitto in centro. Certo, gli appartamenti più grandi, con cinque o sei camere, sono rimasti vuoti, ma quelli più piccoli hanno avuto ricambio". Il Covid ha inevitabilmente influenzato anche il settore degli acquisti. "Il Covid e il terremoto hanno influenzato moltissimo le richieste: dopo il lockdown, le necessità sono diventate spazi più grandi e sicurezza sismica – sottolinea Tonino Morelli dell’agenzia immobiliare Morelli –. Se ad esempio anni fa gli attici andavano per la maggiore, oggi dopo questi avvenimenti le persone preferiscono case al piano terra, con uno spazio all’esterno".