La polizia in ospedale (foto Crocchioni)
La polizia in ospedale (foto Crocchioni)

Macerata, 17 luglio 2018 - Allontanamento immediato dal servizio per trenta giorni. Questa la decisione assunta dal direttore dell’Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, nei confronti dell’infermiere indagato per una presunta violenza sessuale, che sarebbe stata consumata all’interno dell’ospedale, nei confronti di una 30enne ricoverata nel reparto di psichiatria. 
 

Direttore Maccioni, come è giunto a questa decisione? 

«Siamo in presenza di un’ipotesi molto grave, riferita a quella che è stata definita una condotta vile e delittuosa anche dalla questura di Macerata. Il direttore medico del presidio ospedaliero unico dell’Area Vasta e il dirigente delle professioni sanitarie dell’area infermieristica e ostetrica mi hanno segnalato che il dipendente in questione avrebbe commesso un grave reato, di rilevanza sia disciplinare che penale, in orario e sul luogo di servizio. Un evento rispetto al quale è stato richiesto l’intervento della polizia giudiziaria. Vista la gravità dei fatti segnalati, per tutelare l’incolumità delle persone e garantire il regolare svolgimento delle attività assistenziali, ho ritenuto necessario sospendere il dipendente, in attesa degli esiti dell’indagine in corso».

Da quando ha effetto la sospensione? 

«Da subito. Domani (oggi, ndr) il dipendente in questione non sarà al lavoro». 

La Procura sta indagando. Voi, per quanto di vostra competenza, farete altrettanto? 

«Assolutamente sì. Il provvedimento di sospensione è stato trasmesso al presidente dell’ufficio per i procedimenti disciplinari, che cercherà di accertare quanto accaduto, raccogliendo ogni elemento utile, ascoltando medici e infermieri. Non c’è soltanto una possibile rilevanza penale, su cui sta indagando la magistratura, ma anche una eventuale violazione del contratto di lavoro». 

L’infermiere avrebbe detto che non c’è stata violenza, che la ragazza era d’accordo. 

«Non entro nel merito di qualcosa su cui sta indagando la magistratura. Ma è ovvio che, qualora fosse accertata, la violenza sarebbe un fatto gravissimo: dal punto di vista penale, innanzitutto, ma anche da quello professionale, visto che sarebbe stata consumata in orario di servizio e per di più all’interno dell’ospedale. Qualcosa di inaccettabile, lesivo della dignità di tutti gli altri operatori, dei pazienti e dei cittadini. Per questo, anche sul fronte disciplinare, saremo inflessibili». 

Fino ad arrivare al licenziamento? 

«Se i fatti saranno accertati, sì». 

È mai accaduto qualcosa del genere in passato? 

«Non mi risulta». 

Prenderete provvedimenti per garantire una maggiore sicurezza? 

«La sicurezza è generalmente garantita, anche se, ovviamente, non si possono prevedere certi comportamenti. In ogni caso, studieremo attentamente la situazione e vedremo se sia necessario mettere in atto altri interventi».