Rosaria Del Balzo Ruiti (foto Calavita)
Rosaria Del Balzo Ruiti (foto Calavita)

Macerata, 5 novembre 2018 - Aveva promesso «una bella sforbiciata» già in campagna elettorale, il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini: e adesso torna alla carica, annunciando una riduzione dei costi dell’accoglienza. Se la cifra attualmente prevista per ciascun richiedente asilo è di 35 euro, in un futuro sarà ridotta da un tetto minimo di 19,33 euro a un massimo di 26. La linea dura del vicepremier, elaborata insieme all’Anac (che si è occupata soltanto della parte tecnica, senza entrare nel merito delle cifre), prevede sei bandi di gara, che variano a seconda dei numeri degli ospiti e delle caratteristiche di associazioni e cooperative. Le misure annunciate entreranno in vigore a scadenza dei bandi attuali, quando si dovranno fare le nuove gare d’appalto: non valgono per le gare già assegnate e per i contratti in corso. Alla fine, ci saranno meno soldi per tutti.

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Eppure, a sentire chi lavora tutti i giorni nel settore dell’accoglienza, già la cifra attuale è scarsa se si vuole offrire un buon servizio, una presa in carico dignitosa per la persona. «I 35 euro al giorno, cifra che percepiamo ora – sottolinea Rosaria Del Balzo Ruiti, presidente della Croce rossa maceratese – è appena sufficiente per l’accoglienza. E a volte, molte spesso, non basta neppure. Se i richiedenti asilo vanno trattati come esseri umani, sommando tutte le spese quell’importo è a malapena sufficiente. La Croce rossa ci mette del suo, in varie occasioni dobbiamo provvedere con fondi nostri. Prendiamo ad esempio il caso del mal di denti. Le visite dentistiche non sono comprese. Cosa dovremmo fare? Lasciar morire di dolore una persona perché è un richiedente asilo e non ha ancora ottenuto il permesso di soggiorno? Ho attivato quindi convenzioni con gli studi dentistici. Non so poi quante risonanze magnetiche e Tac abbiamo fatto fare. Questi sono solo alcuni esempi, una piccola parte di tutto quello che c’è da mettere in conto per prendersi cura di queste persone, persone che devono mangiare, vestirsi, imparare l’italiano, fare formazione. Oltre a ciò, da quei 35 euro vanno ricavate le spese per l’affitto delle case, le bollette, il costo del personale, dagli operatori ai mediatori linguistici e culturali. Controlliamo sempre, la sera, che tutti siano a casa. Una gestione attenta, proprio grazie a strutture con piccoli numeri. Tutte le spese, comunque, sono rendicontate».

BastA un extra, un imprevisto, quindi, per spendere più di quanto ricevuto dal governo. «E poi – fa notare Del Balzo Ruiti –, c’è il discorso dei tre gradi di giudizio alla commissione territoriale: quando arriva il responso, se negativo, il richiedente asilo si trova a essere fuori dal progetto d’accoglienza, dalla sera alla mattina, e quindi nella pura clandestinità. Per quella fase, drammatica per il migrante che la vive e anche per chi fino a quel momento lo aveva accolto e che si trova a doverlo buttar fuori dal progetto, servirebbe una normativa adeguata, intelligente, e servirebbero trattati con i Paesi d’accoglienza».

La Croce rossa gestisce ora 45 migranti, ospitati in tre case nella campagna di Tolentino. «Prima ne avevamo di più, ma il numero si va progressivamente riducendo, e non solo a Macerata». In riferimento agli ultimi annunci di Salvini, Del Balzo Ruiti precisa: «Non mi fido mai dei proclami, vediamo quali saranno i fatti. Diciamo che però mi aspetto un’aria di razionalità. Quello che stiamo vivendo, a livello politico-governativo, non può che suscitarmi forti perplessità. Si parla sempre di integrazione, ma dobbiamo chiederci cosa intendiamo per integrazione e, a questo punto, se e quanto siamo disposti a investirvi».