Tappa del Grand Tour di Tipicità Che bontà il brodetto più nobile delle Marche con la zafferanella

Tappa del Grand Tour di Tipicità  Che bontà il brodetto più nobile  delle Marche con la zafferanella

Tappa del Grand Tour di Tipicità Che bontà il brodetto più nobile delle Marche con la zafferanella

Una festa e poi un brindisi con tanto di assaggio del brodetto "più nobile delle Marche", quello alla portorecanatese fatto con la zafferanella. E’ stata questo lo spettacolo del Brodetto Show, tappa del Grand Tour delle Marche di Tipicità, andato in scena domenica davanti al Castello Svevo. A condurre Sara Santacchi che ha fatto dialogare il sindaco Andrea Michelini, il direttore di Tipicità Angelo Serri e l’ospite Corrado Piccinetti, celebre biologo marino di Linea Blu. Il primo cittadino ha ricordato come la ricetta sia stata inventata, ai primi del ‘900, dall’estro del cuoco portorecanatese Giovanni Velluti. E in tutto ciò ha mostrato una foto storica, scattata tra il 1912 e il 1920, che ritrae il tenore Beniamino Gigli e il campionissimo del ciclismo Costante Girardengo mangiare al Grottino, il ristorante di Velluti. Mentre Piccinetti ha affermato che il brodetto nostrano "è quello più pregiato della regione, perché non è nato dai pescatori ma in un ristorante, con pesci di grande qualità". La palla è passata ai cuochi dell’Accademia del Brodetto (Fabio Giorgini, Fabio Cipriani, Angelo Ambrosino e German Scalamazzi) che hanno presentato un piatto rivisitato, ed elaborato dagli studenti dell’istituto alberghiero di Loreto, cioè una pasta "calamarata" con un sugo ristretto di brodetto. Quindi l’assaggio per tutto il pubblico, accompagnato da un vino rosè, selezionato dal sommelier Cesare Lapadula dell’Ais Marche. Infine la sorpresa colorata con l’Infiorata di Castelraimondo, allestita in piazza Brancondi.