Terremoto a Visso (foto LaPresse)
Terremoto a Visso (foto LaPresse)

Macerata, 27 ottobre 2016 - Una notte di paura, passata in strada, sotto la pioggia e con continue scosse di terremoto, danni ingenti, un morto per infarto e quattro feriti non gravi. Due mesi dopo, le Marche ripiombano nell'incubo del sisma, stavolta l'epicentro è tra Castelsantangelo sul Nera, Visso e Camerino, nel maceratese. Ieri sera le scosse di magnitudo 5.4 e 5.9, questa mattina presto le repliche:  due di magnitudo superiori a 4 tra le 5.50 e le 6, poi la terra ha tremato forte anche alle 10,21: 4.4 di magnitudo (200 scosse in 12 ore: la sequenza sismica). Alle 19.22, un'altra scossa forte: magnitudo 4.2, con epicentro nella zona di Norcia; è stata avvertita anche nelle Marche.

RENZI - Il premier Matteo Renzi è arrivato attorno alle 16 a Camerino, in sopralluogo sulla zona rossa. "Chiediamo al Parlamento, nel pieno rispetto dei ruoli, di fare più veloce possibile per approvare il decreto sul terremoto perchè lì ci sono le risorse e gli strumenti per mettersi a lavorare subito", sono state le prime parole di Renzi. "Serve un intervento strutturale per intervenire nelle zone colpite dal terremoto. Lo dobbiamo spiegare bene all'Italia, all'Europa, a tutti", ha detto il premier. "Come stiamo facendo ad Amatrice - ha aggiunto - non dobbiamo lasciare che il riflettore si spenga su questi luoghi e cada l'attenzione della politica". Per Camerino e gli altri comuni coinvolti dal sisma di ieri l'impegno del governo «è no alle tende, non ci prendiamo in giro". Lo ha detto il presidente del Consiglio. Nei centri colpiti dal sisma del 24 agosto «abbiamo messo un pò di tempo a convincere tutti a lasciare le tende", ha aggiunto Renzi, Ma ora "non possiamo immaginare di fare l'inverno in tenda".

Il premier ha annunciato che "oggi sono stati stanziati 40 milioni", sottolineando che "non basteranno, certo; si aggiungono ai 50 milioni già previsti. Sono i primi segnali". "Cercheremo di attuare lo steso meccanismo virtuoso già previsto per Accumuli e Arcuata". Come per il sisma del 24 agosto, anche in questo caso il motto del governo è "ricostruire presto e in modo serio". Renzi si è detto "ottimista che riusciremo a farlo".

BOLLETTE SOSPESE - L'Autorita' per l'energia ha approvato un provvedimento di urgenza che sospende il pagamento delle bollette di luce, gas e acqua, emesse o da emettere a partire dal 26 ottobre, anche per la popolazione delle zone colpite dalle nuove scosse di terremoto nell'Italia centrale.

CERISCIOLI - "La visita del premier, oggi, nel nostro territorio è la conferma dell'impegno già assicurato attraverso il decreto del Consiglio dei Ministri che verrà esteso rispetto al nuovo stato delle cose e all'opportunità, già intravista, di una seconda fase in grado di dare tutti quegli strumenti che servono alla ricostruzione". Così il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli dopo l'incontro con Renzi

SCUOLE - Oggi le scuole sono rimaste chiuse in tutta la Regione, a Macerata riaprono il 3 novembre. Gli sfollati sono circa tremila (il reportage), nella notte molti sono rimasti fuori casa, cercando di arginare lo choc e la paura. Centinaia di persone che hanno trascorso la notte in auto o nei palazzetti dello sport e nelle strutture approntate dai Comuni e dalla Protezione civile. Il bilancio dei senza casa è provvisorio perché tante persone, terrorizzate, hanno abbandonato le proprie abitazioni a prescindere dai danni.

I FERITI - Il bilancio ufficiale reso noto dal centro di coordinamento delle Marche parla di un ferito lieve in 'codice giallo' registrato a Visso e ricoverato a Camerino con la frattura di un femore e di tre pazienti con traumi cranici minori trattenuti in osservazione sempre a Camerino. 

NO TENDE - "Non sono possibili soluzioni non strutturali e dunque dobbiamo evitare di far dormire la gente in macchina o nelle tende: la linea è quella di portare le persone negli hotel per poter immaginare poi soluzioni temporanee con più tranquillità", l'ha detto il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, durante il sopralluogo nei centri più colpiti con il commissario per la ricostruzione Vasco Errani e il presidente delle Marche Luca Ceriscioli. Errani ha assicurato: "Confermo l'impegno del Governo: ricostruiremo tutto, compresi i nuovi danni prodotti da queste ultime scosse. I cittadini sappiano che non sono soli e avranno lo Stato a sostegno della ricostruzione intera, per quanto riguarda le case, gli edifici pubblici ed il patrimonio artistico".

CAMERINO - Il sisma del 1997 lo aveva lesionato, e dopo il restauro durato 7 anni, il campanile del Santuario di Santa Maria in Via, a Camerino, era stato risparmiato dal terremoto dello scorso 24 agosto, che pure qui
si era sentito forte. Stavolta la scossa tremenda delle 21.18 lo ha sbriciolato, facendolo venire giù. Cadendo, la torre campanaria ha spaccato in due la palazzina di fronte. Anche la chiesa di San Filippo ha subito crolli importanti. Leggi anche: zone senz'acqua - crolli nel carcere

VISSO - "Due terzi del patrimonio immobiliare è inagibile". E' una delle prime stime del sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini. Il centro è transennato e presidiato da diverse auto di servizio delle forze dell' ordine per evitare che qualche 'sciacallo' possa entrare nelle abitazioni abbandonate di corsa dai cittadini.  Per raggiungere Visso l'unica strada possibile è quella da Camerino. È ancora bloccata, infatti, la statale Valnerina, sia in direzione Roma che in direzione Norcia, a causa dei massi caduti dalla montagna.

USSITA - "È un disastro: abbiamo credo l'80% delle abitazioni inagibili, e con le nuove scosse la gente sta cedendo psicologicamente", lo dice il sindaco di Ussita Marco Rinaldi. Gli abitanti, circa 200, "dovremmo
sistemarli nei bungalow del campeggio". 

CASTELSANTANGELO - "Il nostro Comune non è raggiungibile. Ci sono massi enormi ai lati della carreggiata, si viaggia con cautela. Purtroppo la montagna si è mossa, si è mossa tanto". Così al giornale radio Rai Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera. E ancora: "E' un continuo sciame sismico, sembra un temporale, è il classico ululato del terremoto che qui in montagna terrorizza". Falcucci ha poi precisato che il centro è tutta zona rossa e ha parlato di danni importanti nel 90 per cento del paese. 

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ACQUASANTA - I vigili del fuoco hanno messo in salvo le cinque persone rimaste bloccate a causa di una frana ad Acquasanta (Ascoli Piceno), tra di loro c'era anche il vicesindaco del paesino che era accorso in aiuto dei compaesani subito dopo la prima scossa ed era rimasto bloccato con la seconda. La situazione nell'Ascolano: riaperta la Salaria.

FABRIANO - Ottomila persone hanno dormito fuori casa, chi per paura, chi per aver avuto la casa lesionata. Otto persone sono state portate in ospedale (La situazione nell'Anconetano).

Dalle 6.30 di questa mattina sono state risolte tutte le disalimentazioni di energia elettrica che avevano interessato i comuni colpiti dal terremoto.

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