Antonella Gamberoni
Antonella Gamberoni

Camerino (Macerata), 8 febbraio 2017 – «Il camper non è una soluzione. Il camper vuol dire che resisto, perché non avevo altra scelta». Un camper è dove un’avvocatessa di Camerino, Antonella Gamberoni, da qualche tempo ha trasferito il suo studio legale. Il suo, situato in centro storico e quindi in zona rossa, è andato distrutto con le scosse di ottobre. Qui, adesso, studia le pratiche e riceve i suoi assistiti, ma come sottolinea lei stessa più volte, «essere stata costretta ad allestire un camper è il sintomo di un dramma e non la soluzione all’inagibilità e al terremoto». Il dramma che denuncia l’avvocatessa è quello dei liberi professionisti. Impossibile fare un conto su quanti, a seguito del terremoto, siano senza la possibilità concreta di lavorare. «Se ne sono salvati una manciata – aggiunge la donna – forse un solo studio legale e qualche altro studio professionale. Per il resto siamo quasi tutti senza uno studio, sicuramente superiamo almeno il centinaio di persone, e siamo stati praticamente ignorati da chi sta gestendo questa crisi territoriale dovuta al terremoto».

Le criticità sono tantee di natura diversa. La prima è la carenza di spazi da affittare e dove delocalizzare le attività. «In primis questo mi ha fatto scegliere momentaneamente di allestire il camper, che è di mio padre – racconta – perché qui c’è una gravissima carenza di spazi occupabili, chi li ha liberi non li mette a disposizione oppure lo fa a prezzi insostenibili, soprattutto in un momento di così grande difficoltà. Per non parlare delle innumerevoli difficoltà della procedura di delocalizzazione». Oltre al problema oggettivo, si aggiunge però l’abbandono da parte di chi sta gestendo questa emergenza. «Come se noi non esistessimo – continua l’avvocato –. Siamo stati inseriti solo in un secondo momento nei decreti, e tutt’oggi non è ancora chiaro come funzioni il contributo da 5.000 euro o le altre misure. Gli ordini professioni non sono stati sostenuti nell’affrontare questa emergenza, e la Regione non li considera minimamente, cosa che fa invece solo con le associazioni di categoria. In tutto questo stiamo vivendo un dramma psicologico fortissimo nel quale anche la nostra casa, per chi come me è stato fortunato e ce l’ha ancora, diventa la prima nemica».

Una situazione non facile, ma l’avvocato Gamberoni, e come lei tanti altri colleghi, non ha alcuna intenzione di arrendersi. Per questo, quindi, la scelta del camper, che oggi resta parcheggiato in via Le Mosse, a due passi dal Coc, in un parcheggio privato che le è stato messo a disposizione dal professor Alberto Polzonetti.