Terremoto, Piero Farabollini nominato commissario straordinario per la ricostruzione
Terremoto, Piero Farabollini nominato commissario straordinario per la ricostruzione

Macerata, 5 ottobre 2018 - Geologo, professore universitario dell’Ateneo di Camerino (dove si è laureato nel 1987), nel cuore del cratere sismico, residente a Treia (in provincia di Macerata), altro comune colpito dal terremoto, 58 anni. È il professore Piero Farabollini il nuovo commissario straordinario alla ricostruzione del terremoto che ha colpito il centro Italia due anni fa.

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Prenderà il posto di Paola De Micheli, onorevole dem, il cui incarico era scaduto lo scorso 11 settembre. Dopo le indiscrezioni circolate sin dalla mattina di ieri, la nomina è arrivata «via social» poco prima delle 20, durante il Consiglio dei ministri, con un post pubblicato sul profilo Instagram ufficiale del vicepremier, Luigi Di Maio.

«Voglio per prima cosa fargli i miei migliori auguri – così il grillino – perché ora ha davanti a sé tante responsabilità e un compito che non è facile, ma può contare sul sostegno assoluto del Governo». Di Maio lo definisce «un professore ma non un professorone, uno di quelli che sta sul campo, in mezzo alle macerie per capire come risolvere i problemi e poi agire».

Attualmente è professore associato di Geografia fisica e geomorfologia a Unicam, presidente del consiglio regionale dei geologi delle Marche, referente scientifico al Cnr nell’ambito dello studio geologico e morfostrutturale delle faglie attive e capaci ricadenti nei Comuni della Regione Marche colpite dal terremoto e componente di diversi comitati scientifici istituiti per fronteggiare l’emergenza sisma nel centro Italia. Una nomina, quella di Piero Farabollini, che i terremotati attendevano ormai con ansia.

Professore, l’ufficialità della sua nomina è arrivata al termine di una lunga giornata. Il suo commento a caldo?

«Devo ammettere di aver ascoltato anche io la notizia dai telegiornali in una prima battuta, immediatamente dopo l’annuncio del Governo. Sarà un piacere e un orgoglio lavorare riguardo a questa tematica che mi sta molto a cuore come uomo, come abitante di questi territori, come studioso».

Ha già familiariatà con i temi legati alla ricostruzione?

«Ho vissuto il terremoto e come professore universitario me ne sono occupato, ci ho speso tanta ricerca e pubblicazioni. In passato, ho lavorato nel terremoto dopo quello del 1997 di Umbria e Marche, a quel tempo alla Regione Marche, e questo mi ha permesso di aver avuto anche un approccio tecnico e amministrativo legato alla gestione post-sisma. Sicuramente adesso è presto per dire qualsiasi cosa, tutto va ragionato con chi di dovere per poter impostare il lavoro per il futuro».

L’auspicio che si sente di fare per il lavoro che la aspetterà da oggi?

«L’auspicio, rivolto a tutta la popolazione terremotata e ai territori colpiti, è quello di risolvere questa grande problematica, importante e sentita, con tutti gli sforzi necessari, l’impegno e la particolare attenzione che necessita. Bisogna sicuramente ragionare anche in termini di prevenzione di determinate situazioni che continuano ad avvenire nel nostro Paese, bisogna avere un approccio diverso dal passato».