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23 apr 2022

Terremoto Marche e ricostruzione, Acquaroli lancia l’allarme

Il governatore: " Rischiamo di perdere le opportunità del Pnrr. Il governo intervenga subito, non possiamo fermarci"

lucia gentili
Cronaca
Il governatore Acquaroli e il commissario Legnini
Il governatore Acquaroli e il commissario Legnini

Camerino (Macerata), 23 aprile 2022 - "Il rischio che le opportunità offerte dal Pnrr possano non essere percepite e colte fino in fondo è tangibile. Per questo chiediamo al governo un coinvolgimento sempre maggiore e, soprattutto, una quantità di risorse a disposizione il più possibile per il tramite delle Regioni che già stanno gestendo la programmazione europea e hanno un rapporto diretto con i territori".

Così il governatore delle Marche Francesco Acquaroli ha esordito ieri al convegno "Ricostruire l’economia: la sfida è adesso – Attuazione fondo complementare sismi 2009-2016", promosso dalla Regione a Camerino, città-simbolo del terremoto. Gremito l’auditorium Benedetto XIII, con la presenza di tecnici e sindaci del territorio. Altro nodo da sciogliere: l’adozione di un nuovo prezzario unico per il cratere, per tenere conto del rincaro dei materiali, e l’incremento del costo parametrico, ovvero degli strumenti che servono per determinare il contributo di ricostruzione.

Ieri si è riunita anche la cabina di coordinamento guidata dal commissario straordinario Giovanni Legnini, ma non c’è ancora l’intesa con la Regione Marche sul prezzario. "Dobbiamo capire quante risorse in più destinare alla ricostruzione – ha detto Legnini -, oltre ai 27 miliardi stimati. Ogni punto in più sul costo parametrico equivale a 270 milioni. L’incontro più impegnativo è quello con le Marche: per ora ho proposto qualche punto in meno rispetto a quanto suggerito dalle Marche ma qualche punto in più rispetto alla media delle altre Regioni. Nel giro di pochi giorni la questione dovrebbe chiudersi. L’applicazione delle nuove norme sarà retroattiva e riguarderà la ricostruzione pubblica, privata e quella delle chiese. Il provvedimento è al vaglio della Corte dei Conti perché in ballo c’è un impegno finanziario elevato".

Intanto il sindaco di un altro paese ferito dalle scosse, Alessandro Gentilucci di Pieve Torina, ha lanciato un appello al premier Draghi e a Legnini per adeguare del 30% il contributo per la ricostruzione. "Per acquistare un infisso, compresa la messa in opera, all’interno del cratere vi è un massimale di contributo concedibile che si aggira intorno ai 400 euro – spiega Gentilucci –, per acquistare lo stesso infisso fuori del cratere, non per necessità di ricostruzione quindi ma per un semplice adeguamento, il massimale è pari a circa 780 euro, esclusa la messa in opera per cui sono previste risorse aggiuntive. Si tratta di una sperequazione intollerabile".

Per quanto riguarda invece le opere pubbliche, l’assessore regionale Guido Castelli ha annunciato ulteriori stanziamenti che integreranno le risorse stanziate con l’ordinanza commissariale 109. "Molte opere erano state sottostimate rispetto ai reali fabbisogni finanziari – ha affermato Castelli – che si sono poi determinati all’esito della progettazione reale. Abbiamo sollecitato il commissario a trovare una soluzione che è creare un fondo aggiuntivo". Al convegno di Camerino, nel pomeriggio, sono intervenuti, tra gli altri, il vescovo Francesco Massara, il rettore Unicam Claudio Pettinari, il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini. "C’è un momento di impasse, un rallentamento della ricostruzione che rischia di bloccarsi – ha concluso Acquaroli –. Dobbiamo sbloccare quanto prima questa fase, riconoscendo il giusto quantitativo di risorse ai progetti da mettere in campo con un’accelerazione contestuale alla rigenerazione economica delle imprese. Sono obiettivi raggiungibili con tutti gli strumenti a disposizione: il fondo complementare Pnrr sisma, il Cis Contratto istituzionale di sviluppo, la programmazione europea, la legge sui borghi".

 

 

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