Il rendering
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Muccia (Macerata), 12 maggio 2019 - Tanti mattoni uno sopra l’altro non per costruire muri, ma per gettare le basi per una comunità che riparte dai più piccoli. La nuova scuola che la Fondazione Andrea Bocelli sta realizzando a Muccia vuole essere proprio questo, non solo un edificio in cui fare lezione, ma un vero punto di riferimento per tutta la comunità che, nella piazza che verrà realizzata, si potrà ritrovare e crescere. Così come accaduto a Sarnano, dove la Fondazione ha ricostruito l’istituto «Giacomo Leopardi», la scuola «Edmondo De Amicis» di Muccia sarà un faro che si accende per dare forza a una comunità ancora ferita dal terremoto del 2016. Un progetto che sta crescendo anche grazie al sostegno dei lettori di Qn-Il Resto del Carlino, che ha aperto una sottoscrizione. La struttura, di circa mille metri quadrati, sarà divisa in un’ala dedicata all’infanzia e un’altra dedicata alla primaria, a servizio di una cinquantina di studenti, dove verranno realizzati, oltre alle aule di insegnamento, anche spazi dedicati alla musica, all’arte e alle attività di gruppo. In appoggio alla normale didattica sarà previsto uno specifico programma pedagogico legato alla musica, con un pianoforte collocato in un’aula «speciale», dove tutte le settimane ci sarà qualcuno a suonare e a regalare emozioni. Dopo la demolizione della vecchia struttura, avviata di concerto con gli uffici del Commissario straordinario per la ricostruzione e che è stata seguita anche dai docenti, dai bambini e dalle famiglie che guardavano, con le lacrime agli occhi, un pezzo del loro paese andare in pezzi, a gennaio sono partiti i lavori di ricostruzione.

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Una corsa contro il tempo per consegnare tutto nei 150 giorni previsti e, l’impegno si sta concretizzando, tanto che, per fine giugno, l’edificio sarà pronto e consegnato «chiavi in mano» all’amministrazione. La struttura è interamente realizzata con elementi prefabbricati in legno, utilizzando la tecnologia «Platform Frame» che garantisce il più alto grado di resistenza disponibile alle scosse sismiche e certifica la scuola in classe d’uso IV (secondo le recenti Norme tecniche delle costruzioni del 2018), tra gli edifici «con funzioni pubbliche o strategiche importanti, anche con riferimento alla gestione della protezione civile in caso di calamità». La costruzione in legno, inoltre, con forti spessori di isolamento, unita al riscaldamento a pavimento, all’impianto fotovoltaico, alle unità di rinnovo dell’aria a recupero di calore, ai sistemi in pompa di calore, garantisce i più alti standard di comfort e di risparmio energetico, consentendo la classificazione della struttura tra gli edifici a consumo quasi zero. La scelta dei materiali è stata pensata da un team di esperti per integrarsi al meglio con il paese e la comunità.

c. sen.