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18 gen 2017

Neve, crollano le stalle di due aziende a Gualdo: strage di mucche e pecore

Le ditte Lai e Castello di Beccerica aspettavano da cinque mesi i moduli provvisori della Regione. L’ira della Coldiretti: «Ora chi ha sbagliato deve pagare»

18 gen 2017
Il bestiame di Giovanni Paris si ripara sotto ad alcuni alberelli tra la neve Vallestretta di Ussita
Bestiame sotto la neve nelle zone terremotate
Il bestiame di Giovanni Paris si ripara sotto ad alcuni alberelli tra la neve Vallestretta di Ussita
Bestiame sotto la neve nelle zone terremotate

Gualdo (Macerata), 18 gennaio 2017 – Due stalle di aziende terremotate sono crollate a Gualdo , nel Maceratese , per il peso della neve uccidendo o ferendo una novantina di capi tra mucche e pecore.

A darne notizie è la Coldiretti dopo le segnalazioni giunte dall’azienda Lai e dall’azienda Castello di Beccerica, mentre è tornato l’incubo delle scosse . Sul posto si sono immediatamente recati il direttore regionale della Coldiretti, Enzo Bottos, e i funzionari degli uffici locali dell’organizzazione.

Da Beccerica è venuta giù la stalla lesionata dal terremoto.

Sotto le macerie sono rimaste circa settanta mucche, e si sta ora operando per capire quante ne siano morte e quante ferite.

Nell’azienda Lai il peso della neve ha fatto crollare la struttura temporanea dove gli animali erano stati sistemati per ripararli dalla bufera di ghiaccio, uccidendo venti tra pecore e agnelli. Entrambe le aziende erano da cinque mesi in attesa del modulo promesso dalla Regione. Si allunga così il conto degli animali morti, mentre seicento mucche e cinquemila pecore sono ancora sepolte dalla neve, secondo una stima di Coldiretti.

«Ora chi ha sbagliato deve pagare poiché non è accettabile che si sia arrivati a oggi con appena due stalle mobili completate rispetto a quelle necessarie per un terremoto che ha colpito cinque mesi fa – accusano il presidente di Coldiretti Marche, Tommaso Di Sante, e il direttore Enzo Bottos –. Ma le esperienze del passato testimoniano che ci sarebbe stato tutto il tempo per evitare di lasciare in balìa del freddo e del gelo anche gli allevatori danneggiati dal sisma di ottobre. E anche la famosa ordinanza 5 che permetterebbe alle aziende di ordinare da sole le strutture è oggi inapplicabile a causa della mancanza di indicazioni dalla Regione su costi, materiali e caratteristiche tecniche. Un problema chiaro a tutti tranne che a quegli esponenti dell’ente che qualche giorno fa si rammaricavano di non avervi fatto ricorso prima. Ora ci muoveremo assieme agli allevatori per individuare le responsabilità e agire di conseguenza».

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