Il procuratore Giovanni Giorgio
Il procuratore Giovanni Giorgio
Una condanna e tre assoluzioni, per un traffico internazionale di falsi piumini Moncler dalla Moldavia. Così è finito il processo a una coppia di moldavi e a due fermani, Elena Tabirta e Pituscan Ruslan, Monica Vallesi e Giampaolo Postacchini, imputati a vario titolo di ricettazione e contraffazione. Ruslan è stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione, a 3.500 euro di multa e a risarcire con diecimila euro la Moncler, in attesa del risarcimento definitivo da fissare in sede civile. Gli altri...

Una condanna e tre assoluzioni, per un traffico internazionale di falsi piumini Moncler dalla Moldavia. Così è finito il processo a una coppia di moldavi e a due fermani, Elena Tabirta e Pituscan Ruslan, Monica Vallesi e Giampaolo Postacchini, imputati a vario titolo di ricettazione e contraffazione. Ruslan è stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione, a 3.500 euro di multa e a risarcire con diecimila euro la Moncler, in attesa del risarcimento definitivo da fissare in sede civile. Gli altri tre imputati invece sono stati assolti per non aver commesso il fatto. I fatti erano avvenuti tra il 2012 e il 2013. Una marea di falsi piumini erano arrivati nei negozi della provincia, fino a quando un cliente, insospettito, aveva inserito il codice di un giaccone appena comprato nel certilogo, il sistema di riconoscimento dell’autenticità dei marchi, scoprendo che era contraffatto. Così era partita la segnalazione alla Guardia di finanza. La Procura aveva chiamato come consulente il tecnico Pietro Dal Ben, che aveva rilevato come i giacconi fossero identici agli originali, mentre il marchio aveva una piccola differenza, un filo in più rispetto a quello vero. Le indagini avevano portato gli inquirenti fino alla Moldavia, in Transnistria, e poi a Kiev in Ucraina dove, con l’aiuto anche dell’Interpol, erano state trovate la fabbriche che producevano i falsi Moncler rivenduti poi agli ignari commercianti marchigiani. All’epoca infatti l’autorità giudiziaria moldava aveva autorizzato il procuratore Giorgio e i finanzieri di Macerata, con l’assistenza del consulente tecnico, a perquisire la sede lussuosa dell’impresa di Ruslan in Moldavia; furono sequestrati documenti decisivi per ricostruire l’attività dell’imprenditore. Per l’accusa, il gruppo avrebbe organizzato una rete di vendite anche con offerte tramite internet ed email, diffondendo in vari negozi i prodotti contraffatti, presentati come autentici. Vallesi e Postacchini, sempre secondo quanto ricostruito dalla Procura, avrebbero avuto il compito di procacciare clienti tra i commercianti di Maceratese e Fermano, che poi sarebbero stati riforniti dai moldavi. Nei giorni scorsi si è chiuso il processo, in tribunale a Macerata. Il giudice Francesca Preziosi ha ritenuto colpevole solo Ruslan, ritenuto ideatore e realizzatore dei traffici di falsi Moncler. Gli altri tre imputati sono stati scagionati dalle accuse. La ditta si era costituita parte civile nel procedimento penale. La sentenza, per il momento, non è definitiva, e potrà essere impugnata nell’appello, dal condannato.