Macerata 14 agosto 2018 - «Tratti disarmonici della personalità», ma non tali da compromettere la sua capacità di intendere e di volere. Questa la valutazione dello psichiatra Massimo Picozzi sul maceratese Luca Traini, in carcere per il raid del 3 febbraio. Accusato di strage, tentato omicidio, lesioni aggravate dai motivi di odio razziale, per aver sparato e ferito sei immigrati incrociati per strada, persone il 29enne è sotto processo con il rito abbreviato davanti alla corte d’assise di Macerata.

Il presidente della corte Claudio Bonifazi aveva incaricato il professor Picozzi di effettuare una perizia sulla capacità di intendere e di volere dell’imputato. L’avvocato Giancarlo Giulianelli, che assiste Traini, ha già depositato una sua consulenza, redatta dal professor Camerini, secondo il quale il maceratese sarebbe parzialmente capace, cosa che gli darebbe diritto a un sostanzioso sconto sulla pena finale. Il 12 settembre, alla prossima udienza, queste diverse valutazioni saranno valutate con l’esame della procura e della difesa, poi comunque la parola finale spetterà ai giudici.

«Traini non è un razzista – ribadisce l’avvocato Giulianelli –, è una persona con delle difficoltà, come emerso a giugno quando ha di nuovo dato in escandescenze dopo aver sentito le novità nell’inchiesta sull’omicidio di Pamela Mastropietro, e come dichiarato dagli psichiatri del carcere di Piacenza, dove è stato trasferito per un mese».