Le indagini della polizia
Le indagini della polizia

Macerata, 13 agosto 2020 - "Dammi mille euro, o farò vedere a tutti le tue foto compromettenti": a ricevere questa minaccia, nei giorni scorsi, è stato Piergiorgio Gualtieri, presidente del circolo Aldo Moro, che subito ha condiviso quanto accaduto sui social, chiedendo ai suoi contatti di diffondere la segnalazione e poi, per evitare nuove grane del genere, si è cancellato da Facebook. Tutto infatti è nato da lì. 

"Qualche giorno fa mi ha chiesto l’amicizia una ragazza di Macerata. Controllando il suo profilo, ho visto che avevamo molti amici in comune come Leonardo Catena, don Luigi Taliani e tanti altri, persone note e stimate. Così ho accettato la sua richiesta. Dopo pochi giorni, mi è arrivato questo tentativo di ricatto: questa ragazza sosteneva di avere delle mie foto in atteggiamenti da pedofilo, e voleva mille euro altrimenti le avrebbe fatte avere a mia moglie e ai miei contatti. Tra l’altro ha citato un elenco di nomi che sono tra i miei amici di Facebook".

Gualtieri, sicuro di non avere scheletri nell’armadio, non c’è cascato neanche per un secondo e ha subito denunciato tutto alla questura. "Durante le vacanze – racconta – mi spassavo un po’ leggendo Facebook, ma ora ho chiesto alle mie figlie di uscirne e non ho più la pagina, così come non ho Messenger, l’applicazione per scambiare messaggi. Purtroppo però, pensando che fosse obbligatorio, su Facebook avevo registrato anche il mio numero di cellulare, quindi a un certo punto i messaggi mi sono arrivati via Whatsapp. Così ho dovuto bloccare quel numero. Ripensandoci, avrei dovuto insospettirmi subito per il prefisso che si vedeva, era quello della Costa d’Avorio, ma lì per lì non ci ho fatto caso".

 La Costa d’Avorio, come la polizia postale ha spiegato, è uno degli Stati da cui arriva la maggior parte di questo tipo di truffe, che vengono fatte ad ampio spettro, impossessandosi di un profilo e poi chiedendo soldi a tutti, sperando che qualcuno ci caschi, come purtroppo a volte accade. La maceratese titolare della pagina Facebook usata per questi ricatti probabilmente non ne sa nulla, e forse non può neanche accedere alla sua pagina ormai piratata. Bene ha fatto Gualtieri a bloccare tutto e segnalarlo alla polizia, e a rendere nota la vicenda per evitare che qualcun altro possa restare vittima del tranello.