Il trasloco
Il trasloco

Macerata, 4 dicembre 2018 - Trasferimento forzato per i dipendenti del Ced (Centro elaborazione dati) di Ubi, da Piediripa a Jesi. Ieri mattina la grande struttura era già vuota, fatta eccezione per gli operai addetti al trasloco. Dei 92 che lavoravano lì, sono quasi 80 gli impiegati ora costretti alla trasferta nell’Anconetano ogni giorno: resta nel Maceratese chi ha problemi familiari o è stato colpito dal terremoto. Qualcuno è stato sistemato in una filiale del territorio, qualcun altro lavora da casa.

«Lavoravo lì da 27 anni e mezzo – sottolinea Sergio Crucianelli, dipendente del Ced e segretario regionale Uilca –, come sindacalista ho cercato di bloccare il trasferimento. Invece eccoci arrivati a questo punto, e senza una spiegazione plausibile. Ora siamo tutti demotivati. Non c’è più la voglia, né la possibilità, di fermarsi a fare gli straordinari, cosa che prima facevano tutti per devozione al proprio lavoro. Il trasloco è stato come un tradimento per chi ha sempre dato tanto alla banca».

Quei 92 dipendenti, incalza Crucianelli, «alimentavano l’economia del territorio. Venivano i colleghi da Ascoli e dall’Umbria per fare formazione da noi, senza contare che due persone sono state licenziate, collaboratori di un privato che si occupava della nostra mensa. Speriamo che Ubi col tempo possa tornare a investire in occupazione sul territorio, ancora una volta depauperato».

Il morale è sotto terra, fanno sapere i dipendenti. Anche perché tutti avevano dato il massimo, arrivando a lavorare per dieci fine settimana durante l’estate scorsa, e sottoponendosi a trasferte a Bergamo e Brescia, per prendere le consegne delle nuove applicazioni che avrebbero dovuto seguire. Le videoconferenze con le sedi del nord avrebbero potuto farle allo stesso modo anche da Piediripa, fanno notare ancora i dipendenti, increduli. Molti poi si sono dovuti riconvertire, perché magari in Banca Marche facevano tutt’altro: seguivano i mutui, ad esempio, mentre ora sono addetti al sito web per l’home banking.

Si è parlato di costi per rimettere a posto la sede, ma, secondo chi ci lavora, col trasloco la banca va a spendere non poco, tra indennità a chi si è spostato e indennità di pendolarismo a chi supera un tot di chilometri da percorrere. Parte dell’accordo è la messa a disposizione di una navetta aziendale: parte alle 7.05 da Piediripa, fa tre fermate a Macerata, una a Villa Potenza, una a Filottrano, e qualche altra tappa intermedia per arrivare poi a destinazione intorno alle 8.15. Il pomeriggio, riparte da Jesi alle 17.15 circa. Qualcuno si è organizzato per andare in auto, dividendo spesa e tempo del viaggio con altri colleghi.