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22 apr 2022

Tribunale promosso, gli spazi la nota dolente

Gli ispettori del ministero: "Risultati positivi in quasi tutte le articolazioni. Ma uffici dei magistrati, cancellerie e aule sono troppo piccoli"

paola pagnanelli
Cronaca
Gli ispettori del ministero della giustizia hanno valutato il lavoro del tribunale di via Pesaro (Calavita)
Gli ispettori del ministero della giustizia hanno valutato il lavoro del tribunale di via Pesaro (Calavita)
Gli ispettori del ministero della giustizia hanno valutato il lavoro del tribunale di via Pesaro (Calavita)

di Paola Pagnanelli

Il tribunale e la procura di Macerata superano l’esame degli ispettori. Il ministero della giustizia ha pubblicato la relazione in seguito all’analisi fatta in via Pesaro nel 2020, relativa agli anni dal 2015 al 2020. Un problema che emerge subito è legato agli spazi: "Quasi tutti i magistrati dividono le stanze con i colleghi mentre le cancellerie, soprattutto quella penale, lavorano in spazi troppo ristretti. La situazione più critica è delle aule di udienza".

Un altro aspetto da sempre problematico è quello del personale: nel 2020, a fronte di una pianta organica di 88 unità ce ne erano 65, il 27 per cento in meno. Nel settore civile, a cui sono assegnati 10 magistrati, dal 2015 al 2020 risultano pendenti iniziali 6.096 fascicoli, sopravvenuti 9.797 (con un picco di 2.217 nel 2016), esauriti 12.507 e pendenti finali 3.384. Le istanze di fallimento e le dichiarazioni di insolvenza iscritte nei cinque anni sono 1.049, quelle esaurite 1.134. Le procedure fallimentari pendenti erano 681, ne sono sopravvenute 256, ne sono state definite 389 e ne sono rimaste 548.

"I dati – concludono gli ispettori – confortano sulla capacità dell’ufficio di rispondere in modo adeguato alla domanda di giustizia. In quasi tutte le articolazioni del civile è stato assicurato un trend positivo. In diversi ambiti c’è stata una riduzione anche notevole delle pendenze. Intensa è stata l’attività definitoria dei procedimenti di risalente iscrizione. Vanno infine sottolineati l’organizzazione dell’ufficio e il senso del dovere di tutti i magistrati, che hanno svolto con dedizione e professionalità il lavoro". Nel penale, con nove magistrati oltre ai tre della sezione gip-gup, l’ispezione segnala l’efficacia del lavoro di team delle cancellerie, per superare le carenze di organico. I procedimenti monocratici pendenti erano 3.139, quelli sopravvenuti 9.266, quelli esauriti 8.810 e i pendenti finali 3.596. Quanto al collegiale, si è scesi da 265 pendenti iniziali a 214 pendenti finali, con 449 sopravvenuti e 500 definiti. Per i processi, la durata media 686 giorni per il monocratico, e 1.151 per il collegiale. Nella norma le prescrizioni, 382 nei cinque anni per il monocratico, 17 al collegiale. Il settore penale in conclusione "è riuscito a mantenere il controllo di procedimenti pendenti e sopravvenuti, nonostante le criticità legate alla corte d’assise competente anche su Ascoli e Fermo". Sul tribunale dunque il giudizio è "ampiamente positivo". Infine la procura, con i nove magistrati in servizio (all’epoca era presente il procuratore Giovanni Giorgio, il cui posto è vacante da un anno). Risultano mancanti 5 cancellieri. In cinque anni, sono pervenuti 33.651 procedimenti a carico di noti; la pendenza è passata da 5.638 del 2015 a 4.539 nel 2020. Quelli a carico di ignoti sono passati da 781 a 801. "Si è avuta una riduzione complessiva delle pendenze. Si evidenzia l’impegno del procuratore a rendere più efficace l’azione della procura".

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