Macerata, 5 settembre 2018 - Sembrano affari, ma sono trufffe. Sono sempre più numerosi i maceratesi che fanno acquisti o vendite online, ma si ritrovano con un pugno di mosche in mano. In un anno, ci sono 250 denunce per casi del genere. Le ultime riguardano le false vendite di cani, proposte su Subito.it. Un bel cucciolo di bulldog francese può essere offerto a 300 euro. Dopo i primi contatti sul sito, ci sono gli accordi tramite Whatsapp. Scambiandosi messaggi, venditore e acquirente concordano il pagamento con Money Gram: «Ma già questo deve essere un campanello d’allarme – spiegano gli esperti –. Così come il fatto che la persona che propone la vendita sia francese o belga, momentaneamente fuori per lavoro; se poi è in Africa, in Costa d’Avorio in particolare, la truffa è praticamente certa». La vittima paga quella somma, poi si vede chiedere altri soldi, 985 euro, per il trasporto, l’assicurazione e l’ingresso in Italia, con la promessa di rimborsarli alla consegna del cucciolo. Se l’acquirente esita, possono scattare anche le minacce: «Mi hanno mandato un video del cane all’aereoporto – ha raccontato una maceratese –, dicevano che mi avrebbero denunciato per maltrattamento di animali». In genere, non c’è alcun cucciolo, ma solo un truffatore. Il trucco è vecchio, eppure negli ultimi due mesi quattro denunce del genere sono state presentate alla polizia postale.

Ma non c’è solo Subito.it. «Molti nuovi casi si segnalano da Marketplace, il sito di Facebook – spiegano gli inquirenti –. Forse le persone pensano che sia sicuro, perché legato al social network, ma di fatto è un sito di ecommerce indipendente. C’è chi ha sperato di poter avere un monopattino elettrico a 352 euro, ha pagato ma non ha mai ricevuto nulla. Oppure una bicicletta a 300 euro: i prezzi appetibili convincono a provare.

«Su Subito.it – spiegano – appena si pubblica un annuncio si riceve un’offerta, ma sono sistemi quasi automatici per raggirare chi ci casca». Lo ha scoperto qualche giorno fa una maceratese, che aveva messo in vendita lì e su Autoscout24.it una Fiat Punto a 4mila euro. «Sono stata contattata via Whatsapp da un certo Jean Combo – ha raccontato poi –, diceva mi avrebbe inviato con Dhl un acconto di duemila euro; il resto al ritiro dell’auto, dato che era di passaggio a Cagli, nelle Marche, con sua moglie, italiana, per andare in Francia. Come prova, mi ha inviato per mail la foto del suo volto con i documenti della moglie. Il giorno dopo mi ha ricontattato, sostenendo che per inviarmi i soldi si doveva pagare una tassa di importazione di 97 euro. Però ci aveva pensato lui: io avrei dovuto pagarne 150». Alla donna sono poi arrivate false mail dalla Dhl, che sollecitava il pagamento, ma a quel punto lei, con la Finanza e la polizia postale, ha capito che era solo una truffa.