"La ciclabile che lungo il Chienti collega Civitanova a Foligno è un’idea straordinaria da sostenere con forza, per evitare che resti solo sulla carta". A dirlo è Alfredo Mandolesi, fondatore dello chalet Marebello, che con la famiglia ha gestito per quarant’anni; un uomo molto legato all’Umbria e alla genuinità dell’entroterra. "La ciclovia fluviale consente di scoprire luoghi, ambienti e...

"La ciclabile che lungo il Chienti collega Civitanova a Foligno è un’idea straordinaria da sostenere con forza, per evitare che resti solo sulla carta". A dirlo è Alfredo Mandolesi, fondatore dello chalet Marebello, che con la famiglia ha gestito per quarant’anni; un uomo molto legato all’Umbria e alla genuinità dell’entroterra. "La ciclovia fluviale consente di scoprire luoghi, ambienti e paesi straordinari, che solo chi viaggia in bici può apprezzare. Bisogna guardare al futuro – aggiunge –, e soprattutto valorizzare al massimo le nostre potenzialità turistiche. La pandemia presto o tardi dovrà finire, ma ci porterà a vivere una vita diversa, dovremo riorganizzare lavoro e tempo libero, riscoprire nuovi valori. In poche parole, ridisegnare la quotidianità: viaggiare al sicuro in sella a una bici può essere un modo, non l’unico, per ricominciare". Mandolesi sottolinea quindi come la passione per la bike, mortificata oggi dall’auto, sta riemergendo con forza. "So che gli ordini nei vari rivenditori si stanno moltiplicando – dice – e sono sempre più numerosi i gruppi che nei week-end si mettono in sella e fanno lunghe tappe su strade pericolose. Un mio amico ha percorso 25mila chilometri con un’auto che possiede da quindici anni e 85mila con una vecchia bici, tanto per fare un esempio. Con la ciclovia si crea un itinerario che permette di conoscere paesi noti per il nome, ma sconosciuti nella loro ricchezza storico-artistica e per una cucina che solo chi la prova può apprezzare. È questo che alimenta il piccolo turismo: la possibilità di scendere dalla sella e poggiare la bici al muro senza affannarsi a cercare un parcheggio, che permette di conoscere centri, consumare il pranzo in piccole trattorie, fare acquisti, visitare chiese e monumenti. Così si alimenta il turismo. Chi viene da grandi città apprezza molto un’offerta del genere. Allora, deve essere priorità per tutti, dal sindaco dell’ultimo paesino della provincia a quello del capolinea Civitanova.