Aurora Carpani arriva in Tribunale per la convalida degli arresti
Aurora Carpani arriva in Tribunale per la convalida degli arresti

Macerata, 15 ottobre 2021 - Invitato con il pretesto di passare una bella serata, è finito segregato in una stanza, scalzo, al buio, con poco cibo, e tormentato da una pistola elettrica. "Ho avuto paura", ha detto il ragazzo londinese di 25 anni ai carabinieri che lo hanno liberato.  Ma la versione data dai ragazzi all'interrogatorio di convalida degli arresti è un po' diversa. La ragazza ventenne, Aurora Carpani, ha spiegato che uno dei ragazzi della presunta gang aveva subìto un furto di circa 7mila euro da parte proprio del giovane inglese.

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Nonostante ciò sono stati convalidati gli arresti dei presunti sequestratori: sono tutti ai domiciliari, e i tre maschi devono anche indossare il braccialetto elettronico.

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Il ragazzo, evidentemente, racconta una storia molto diversa. Con le lacrime agli occhi, ha ringraziato le forze dell'ordine che hanno messo fine all’incubo che durava da otto giorni e sembrava non finire mai. Il ragazzo era arrivato da solo da Londra in Italia a giugno, per passare qui le vacanze estive. Ma non avendo impegni né problemi economici, aveva deciso di trattenersi ancora.

Tra i vari giri alla scoperta del nostro Paese, era arrivato a Civitanova, dove in estate aveva conosciuto la comitiva di montegranaresi con il sangiustese. Avevano fatto amicizia, e così non si sarebbe stupito quando, poco più di una settimana fa, loro lo avrebbero chiamato chiedendogli di rivedersi. Ma l’appuntamento si sarebbe rivelato una trappola: il 25enne sarebbe stato portato nell’appartamento a Monte San Giusto, privato dei soldi e del cellulare, e anche delle scarpe, ammanettato e chiuso in una stanza al buio. Ogni tanto, gli avrebbero ridato il telefono affinché chiamasse i genitori e chiedesse loro i soldi: settemila euro, il prezzo per rimetterlo in libertà. "Mangiavo a volte qualche scarto di quello che mangiavano loro – ha riferito il giovane ai carabinieri – e poi mi tormentavano con un taser. Io non mi sono mai ribellato, facevo quello che mi dicevano, avevo paura". Addosso al ragazzo sono stati trovati i segni della pistola elettrica, con cui l’inglese avrebbe ricevuto piccole scariche elettriche. Il taser è stato sequestrato dai carabinieri, insieme con un fucile per il softair.

Dopo otto giorni chiuso in quella stanza, quando ha capito che erano arrivati i suoi salvatori è scoppiato in lacrime e ha detto solo una parola: "Grazie". I militari hanno documentato le sue condizioni e poi lo hanno rifocillato, mentre i quattro che lo avrebbero sequestrato andavano in carcere. Quando finalmente l’inglese ha potuto rimettere i piedi all’aperto, i suoi occhi facevano fatica a sopportare la luce del sole. Il consolato britannico è stato informato della vicenda e si è fatto carico del 25enne. I carabinieri, che hanno messo a segno un’operazione pulitissima, avevano circondato e messo in sicurezza il palazzo dove gli altri condomini, a quanto sembra, non avevano capito nulla di quanto sarebbe successo.

Nessuno ha mai sentito urla o rumori strani provenienti dall’appartamento, dove Gnaga vive da anni con il padre, stando però spesso da solo visto che il genitore è quasi sempre via per motivi di lavoro. L’inglese è stato già interrogato dai carabinieri, ma potrebbe di nuovo dover essere sentito dal sostituto procuratore Stefania Ciccioli sulla vicenda. Per questo dovrà rimanere ancora in zona per qualche tempo. Il 25enne comunque, a quanto sembra, non avrebbe intenzione di tornare subito a casa, malgrado quanto passato in questi ultimi giorni.