Quotidiano Nazionale logo
8 apr 2022

UniMc, l'inaugurazione dell'anno accademico: "Università ponti di pace"

La cerimonia con il ministro per il Miur Cristina Messa. Il rettore Adornato ha voluto 70 bandiere in rappresentanza delle nazionalità degli studenti iscritti

chiara sentimenti
Cronaca
MACERATA, 08.04.22
INAUGURAZIONE ANNO ACCADEMICO 
UNIVERSITA' DI MACERATA.
NELLA FOTO:   LA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE AL TEATRO LAURO ROSSI
UniMc, l'inaugurazione dell'anno accademico (foto Calavita)

Macerata, 8 aprile 2022 - «Il ruolo dell'Università è quello di essere il ponte con tutti, anche con chi è dissidente e con chi non vuole questa guerra. E occorre mantenere questo ponte che è il ponte della cultura, della conoscenza, della ricerca e dell'accoglienza». Così il ministro per l'Università, Maria Cristina Messa, intervenuta questa mattina all’inaugurazione del 732esimo anno accademico dell’Università di Macerata, l’ultimo aperto dal rettore Francesco Adornato in scadenza di mandato. Una inaugurazione che, in linea con quanto scelto della Commissione Europea che ha proclamato il 2022 come l’anno dei giovani, ha messo al centro gli studenti, veri protagonisti sul palco. La cerimonia è stata all’insegna della pace, con oltre 70 bandiere in rappresentanza dei Paesi europei da cui arrivano gli studenti iscritti a Unimc, che hanno sventolato prima in piazza della Libertà per accogliere il ministro e poi al teatro Lauro Rossi dove, in circa due ore, si sono succeduti i vari interventi.

La ministra Maria Cristina Messa con il rettore Francesco Adornato (foto Calavita)
La ministra Maria Cristina Messa con il rettore Francesco Adornato (foto Calavita)

«Abbiamo centinaia di studenti di circa 70 diverse nazionalità di provenienza, come mostrano le bandiere proposte dal nostro corteo, inseriti dentro un più ampio percorso dei tanti studenti universitari italiani – ha detto il rettore -: 10.022, secondo i dati ufficiali appena pubblicati dal Mur per l’anno accademico 2020-2021. Studenti animati da una sete di conoscenza e da una volontà di apertura al mondo che, proprio per questa vocazione, hanno pagato, talvolta, con la vita, come è stato nel caso di Antonio Megalizzi, alla cui figura abbiamo dedicato un premio di laurea, e la sala della redazione della nostra radio web ed i cui genitori ringraziamo sentitamente per la loro presenza. Ecco cosa sono le Università! Luoghi elettivi di alta formazione dal respiro interdisciplinare e multidisciplinare, ma, altresì, spazi che educano alla consapevolezza, alla responsabilità, alla partecipazione, alla cittadinanza, alla forza inarrestabile della bellezza che sprigiona dai saperi. Questo è il nostro impianto ideale e di valori: europeo, solidale, inclusivo».

Il rettore, davanti a una platea gremita di autorità e rappresentanti dell’ateneo, ha poi ripercorso gli ultimi anni, non facili perché segnati prima dal terremoto e poi dalla pandemia. «Ora occorre riprendere il cammino – ha aggiunto -. Dopo il sisma del 2016, grazie al sostegno finanziario del Ministero dell’Università, della Regione Marche, dei Fondi europei, del commissariato per la ricostruzione, in particolare con la svolta impressa dal presidente Legnini, abbiamo avviato fin qui cantieri per 50 milioni di euro che tra non molto tempo renderanno le nostre sedi non solo fruibili, ma ancor più funzionali nella loro agibilità e più luminose nel loro recupero architettonico. Basti citare soltanto quel gioiello neoclassico che è Villa Lauri con in più i suoi 46.000 metri quadrati di parco, che abbiamo affidato all’amministrazione comunale e che quella attuale sta provvedendo a rigenerare. Amministrazione comunale con cui stiamo condividendo percorsi progettuali e iniziative di tipo culturale, sociale e sportivo. Abbiamo conosciuto i tragici «fatti di Macerata», del 2018, quando l’orrore che avevamo immaginato esistesse altrove, si è presentato, invece, bussando alla porta di ognuno di noi e, forse, l’intera comunità ha rimosso senza adeguata elaborazione quel turbamento, confinandolo nei luoghi più lontani della nostra anima e dei nostri pensieri. Di fronte a questa situazione il divario sociale rischia di aggravarsi, non solo sul piano economico, ma anche su quello culturale, educativo, formativo». 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?