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23 apr 2022

"Un’impresa su due non trova personale"

Lo studio di Unioncamere-Anpal: per molte posizioni mancano i candidati, nel 12,6% dei casi non c’è una preparazione adeguata

marta palazzini
Cronaca
Un operaio al lavoro: diverse aziende hanno problemi a trovare personale (foto d’archivio)
Un operaio al lavoro: diverse aziende hanno problemi a trovare personale (foto d’archivio)
Un operaio al lavoro: diverse aziende hanno problemi a trovare personale (foto d’archivio)

di Marta Palazzini

Quasi il 50 per cento delle imprese maceratesi prevede di avere difficoltà a reperire personale. È quanto emerge dalle indagini del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere-Anpal che monitora il mercato del lavoro, la richiesta delle figure professionali e la reale disponibilità: in provincia nel mese di aprile sono programmate circa 1.690 entrate. Di queste 910 nell’area produzioni beni di servizio (53,7%), 50 aree direzione e servizi generali (3,2%), 110 area amministrativa (6,6%), 200 aree commerciali e della vendita (11,9%), 210 aree tecniche e della progettazione (12,6%) e altre 200 nell’area della logistica (11.9%). In tutti questi ambiti i casi in cui si riscontrano difficoltà nel reperimento del personale non scendono al di sotto del 30%: nel campo della produzione e dei servizi siamo al 46,6%, in quello direzione e servizi generali al 37%, nell’aree commerciali e delle vendita è al 33,2%, mentre nella logistica arriva al 46%. Sforano il 50% di difficoltà di reperimento del personale l’area amministrativa, col 58%, e quella tecnica e della progettazione col 53,3%. Sono 9.230 invece le entrate di personale che le imprese dell’industria e dei servizi prevedono complessivamente nelle Marche per aprile: le figure più difficili da reperire sono i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione nella misura di due su tre delle 370 entrate programmate, vengono poi i conduttori di mezzi di trasporto (320 entrate previste, il 59,8% delle quali di difficile reperimento), gli operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici (510; 57%), gli operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (600; 56,4%), gli operai specializzati nella conduzione di impianti nelle industrie tessili, di abbigliamento e calzature (520; 51,2%), gli operai specializzati nelle industrie del legno e della carta (170; 50,6%). Difficile reperire anche i tecnici delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale (300 entrate programmate, con difficoltà di reperimento nel 49,3% dei casi), gli operai nelle attività metalmeccaniche richiesti in altri settori (390; 47,7%), i conduttori di macchinari mobili (130; 41,9%), nonché i tecnici della sanità, dei servizi sociali e dell’istruzione (190; 40,5%). La principale ragione della difficoltà da parte delle aziende nel reperimento del personale risiede nella mancanza di candidati (23,4%) e in maniera meno rilevante nella preparazione inadeguata (12,6%). Infine, per quando riguarda le forme contrattuali, continua a diminuire la quota dei contratti da attivare in forma stabile, vale a dire con contratto a tempo indeterminato oppure di apprendistato, che per la prima volta dopo diversi mesi scende sotto la soglia del 20% e si ferma al 19%.

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