Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Resto del Carlino logo
8 mag 2022

Va recuperato il nostro senso di comunità

8 mag 2022

I risultati dell’autopsia sui corpi della famiglia Canullo non possono non riaprire una ferita ancora sanguinante e impongono a tutti, operatori del sociale, amministratori pubblici e privati, cittadini, una profonda riflessione senza puntare il dito, ma facendo in modo che non succeda più. Nel 2021, una famiglia intera muore da sola, muore di stenti, di fame e di sete, e il resto del mondo se ne accorge mesi dopo. È accaduto dentro casa nostra, a Macerata, città di poco più di 40mila abitanti. La solitudine è la malattia del nostro tempo, sta in qualche modo minacciando i legami anche sociali e sono tante le persone sole e fragili della nostra comunità. Le istituzioni da sole non bastano, non possono farcela, se ne esce recuperando il welfare di prossimità, il welfare della persona della porta accanto, del condominio, del volontariato che sa e conosce la tua situazione e ti aiuta quotidianamente, ascoltando una telefonata, un ricordo, un pensiero. Questo è il futuro che abbiamo davanti, se vogliamo davvero sconfiggere questa solitudine e recuperare la bellezza delle relazioni sociali, la bellezza del prendersi cura, sapendo che prendendoci cura degli altri, ci prendiamo cura di noi stessi. Il gravissimo problema dell’invecchiamento della popolazione ci obbliga a fare lo sforzo di (ri)pensare a un nuovo welfare. I termini di riferimento futuri possono poggiare su due principi: il non sradicamento delle persone dall’ambito dove sono vissute, un’assistenza che sia flessibile, integrata più efficace e meno onerosa. Le leggi di settore vanno profondamente riviste: prevale l’impostazione sanitaria su quella assistenziale. Invece, vanno aiutate e incentivate iniziative di prossimità. Ciò non significa privatizzare, ma valorizzare e mettere insieme risorse pubbliche e private, sia in termini di strutture che di prestazioni. Possono essere immaginati condomini solidali e di vicinato, piccoli ambiti territoriali nei quali le risorse sono messe in comune e utilizzate da più persone, con la presenza di operatori qualificati e altro personale familiare, creando una vera e propria rete solidale fatta di parenti, vicini, volontari qualificati. Tale schema avrebbe il vantaggio di rendere più umana la vita, in netto contrasto con la massificazione delle persone, dettata da economie di scala, rendendo gli assistiti dei numeri. Angelo Sciapichetti,

presidente della Croce Verde

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?