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3 giu 2022

Via all’ampliamento della casa di riposo

A Matelica posa della prima pietra col vescovo Massara e l’assessore Castelli. "Entro un anno potremo ospitare altri 28 anziani"

3 giu 2022
matteo parrini
Cronaca

di Matteo Parrini

Per la posa della prima pietra della nuova ala della casa di risposo di Matelica si è tenuta una cerimonia solenne nella giornata di mercoledì, con la partecipazione dell’assessore regionale, Guido Castelli, e la benedizione da parte del vescovo di Fabriano – Matelica e Camerino – San Severino, monsignor Francesco Massara. Come spiegato dalla presidente della Fondazione Tommaso De Luca – Enrico Mattei, Margherita Lancellotti, "l’ampliamento, progettato dal geometra Giovanni Trampini insieme all’architetto Fagnani e con l’appalto affidato alla ditta Mecella, consentirà entro un anno di ospitare altri ventotto anziani nella struttura e diventerà quindi un’opportunità di occupazione aggiuntiva, oltre agli attuali cinquanta dipendenti". Come poi aggiunto dal vicepresidente Egidio Montemezzo, "il cda dell’istituto è giunto a questa scelta dopo l’auspicio iniziale di una nuova costruzione, abbandonato per l’alto costo che comportava, arrivando così a una soluzione intermedia, e cioè questo ampliamento, che in attesa del ripristino dei danni del terremoto, potrà risolvere la sistemazione degli ospiti". Il sindaco di Matelica, Massimo Baldini, presente insieme ai componenti della giunta comunale, ha ringraziato i "tecnici comunali, che hanno contribuito a risolvere le problematiche, e lo staff della casa di riposo per la gestione del periodo della pandemia". "La ricostruzione – ha invece affermato l’arcivescovo Massara – non è soltanto quella strutturale, che pure serve, ma dobbiamo porre attenzione alla ricostruzione sociale, quella cioè dei cuori, dell’anima, per un servizio che si fa alla comunità, agli anziani e alle famiglie". L’assessore Castelli, da parte sua, ha sottolineato che "ciò a cui stiamo assistendo è un pezzo della ricostruzione che non è mai sufficientemente riconosciuto, quella dei più fragili, più deboli". "Pensiamo giustamente agli edifici, ai diritti, agli indennizzi – ha aggiunto Castelli –, però dietro quelle pagine sconvolgenti c’è anche la storia di tante persone che evidentemente ne hanno risentito dal punto di vista psicologico, umano ed anche fisico".

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