Il video ha fatto il giro dei telefonini (foto di repertorio)
Il video ha fatto il giro dei telefonini (foto di repertorio)

Macerata, 6 dicembre 2015 - Un momento intimo con un ragazzino diventato di dominio pubblico, guardato, commentato da amici, compagni di classe, perfetti sconosciuti. E’ quello che ha subìto una sedicenne l’anno scorso, dopo la serata di Capodanno.

E per questo ora sette ragazzini, tra i 16 e i 17 anni (uno intanto è diventato maggiorenne), sono sotto accusa. La ragazza, che vive nell’entroterra, era stata a una festa con alcune amiche. Lì aveva incontrato un conoscente che le piaceva. Lui, con un pretesto, l’aveva convinta a seguirlo in un bagno e ad avere un rapporto orale.

Ma quei pochi secondi si sono rivelati fatali per la giovane: un altro ragazzo infatti era entrato nella stanza, li aveva filmati con il cellulare, in maniera tale che il volto della sedicenne fosse perfettamente riconoscibile, e poi non si era fatto scrupoli di far circolare quel filmato, passato di cellulare in cellulare tramite Whatsapp e Bluetooth, prima solo tra amici, poi in maniera sempre più incontrollata con una platea potenzialmente illimitata.

Sono state delle battute, alcune settimane dopo, a far capire alla ragazzina cosa era successo: aveva il timore che ci fosse un video su di lei, e che stesse girando tra gli adolescenti della sua zona. Il fratello, attraverso suoi amici, è riuscito a farsi mandare questo filmato, e quando in famiglia hanno visto di cosa si trattava hanno immediatamente presentato una denuncia ai carabinieri. Il sostituto procuratore per i minori di Ancona, Anna Wengher, ha incaricato i militari di sequestrare i cellulari, i tablet e i computer che erano nella disponibilità dei minorenni indagati, e su quelli poi il consulente tecnico Luca Russo ha fatto una perizia.

L’accertamento ha rivelato chi aveva inviato il filmato e chi lo aveva tenuto sul cellulare, ma ha mostrato anche altre immagini hard di minorenni, salvate sulla memoria dei telefoni. In un video, si vedono foto quanto mai esplicite di una ragazzina. In un’altro, c’è una adolscente filmata mentre ha un rapporto sessuale con un ragazzo. Il suo viso si vede perfettamente.

Ai carabinieri, la vittima ha detto di non ricordare cosa fosse avvenuto quella sera alla festa, sebbene non avesse bevuto né assunto stupefacenti. Ma grazie a una serie di testimonianze i militari sono riusciti a ricostruire i momenti salienti di una serata che avrebbe dovuto essere allegra, e che invece si è rivelata avere conseguenze nefaste sulla sedicenne e su chi pensava di aver approfittato di lei.

Conclusi gli accertamenti, la procura di Ancona ha inviato l’avviso di fine indagini, accusando sette ragazzini: uno di loro nel frattempo ha raggiunto i 18 anni, gli altri ne hanno 17 e 16. Le accuse sono di pornografia minorile, per aver diffuso il video, e detenzione di materiale pedopornografico. Quattro di loro sono anche accusati di aver danneggiato la minicar della ragazzina, in un pomeriggio in cui si erano incontrati per caso in giro; e due sono indagati anche per il reato di violenza privata, per aver chiamato il padre di lei nel tentativo di non presentare la querela.

Su queste accuse procederà il tribunale per i minori di Ancona. Ora i ragazzini, anche loro residenti nell’entroterra maceratese, potranno dare una loro versione dei fatti contestati. Poi, anche alla luce delle loro dichiarazioni, la procura deciderà se chiedere per loro il processo o meno.