Violenze e ricatti a un connazionale

Violenze e ricatti a un connazionale

Violenze e ricatti a un connazionale

Violentato e filmato, e poi ricattato con quel video perché pagasse 3mila euro. Questo avrebbe subito un giovane pakistano da tre connazionali. Due sono stati condannati, per il terzo il processo si aprirà ad aprile.

I fatti sarebbero successi tra la fine di maggio e il primo giugno 2021. Un giovane pakistano, appena arrivato in Italia, era stato accolto da tre connazionali, Asam Abbas, Ali Sharafat e Mirza Asif, che vivevano a Macerata. I tre però a un certo punto avrebbero preteso dei soldi dall’ospite, che però non lavorava ancora e non aveva molto da offrire. Allora una sera lo avrebbero portato in un casolare a San Claudio di Corridonia, e lo avrebbero violentato, filmando tutto. Poi avrebbero minacciato di diffondere quel video compromettente nel loro paese, se lui o i suoi parenti non avessero pagato tremila euro. Il ragazzo sarebbe stato anche picchiato, e rapinato del cellulare e dei 300 euro che gli erano rimasti. Ma di notte, scalzo, senza documenti, senza conoscere una parola di italiano e senza un’idea sulla direzione da prendere, era riuscito a scappare ed era arrivato a Macerata. Dalla questura si era poi rimesso in marcia, arrivando alla fine a Civitanova, il 3 giugno, dove una pattuglia del commissariato lo aveva soccorso.

Così erano partite le indagini, e due pakistani, Sharafat e Asif, erano stati arrestati con le accuse di sequestro di persona, violenza sessuale di gruppo, tentata estorsione, rapina e lesioni. Per questi reati i due sono stati già condannati in primo grado a otto anni e mezzo di reclusione. Era rimasto fuori dal processo il presunto terzo complice, Abbas, 38enne residente a Corridonia. Ieri in tribunale per lui, difeso dall’avvocato Francesco Mantella, si è tenuta l’udienza preliminare. Come chiesto dal pubblico ministero Rita Barbieri, il giudice Daniela Bellesi lo ha rinviato a giudizio, il processo si aprirà l’8 aprile.