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Ex Sacci, niente accordo: scatta il licenziamento per i lavoratori

Castelraimondo, i sindacati dopo l’incontro in Regione: la Cementir non ha ascoltato alcuna richiesta

Ultimo aggiornamento il 26 settembre 2016 alle 13:27
La protesta di venerdì in Regione (foto Antic)

Castelraimondo (Macerata), 26 settembre 2016 – Niente da fare per i 71 lavoratori dell’ex cementificio Sacci di Castelraimondo. Non è arrivato l’atteso accordo per evitare il licenziamento da parte della Cementir Sacci. Lo fanno sapere i sindacati attraverso una nota, dopo l’incontro tenutosi questa mattina a Palazzo Raffaello di Ancona, tra Regione, responsabile del personale e sindacati di categoria.

«L’ azienda non ha ascoltato nessuna richiesta per salvare il lavoro e la produttività del cementificio – affermano con rabbia e delusione Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil –. Avevamo proposto di prorogare di ulteriori 15 giorni il confronto sulla procedura di mobilità in scadenza a fine mese per continuare un confronto costruttivo; la Regione avrebbe garantito risorse per finanziare altri tre mesi di cassa con l’obiettivo di traghettare l’azienda fino all’eventuale ripresa della produzione. Ora l’indisponibilità dell’azienda porterà dal 3 ottobre ai primi licenziamenti».

Domani i sindacati informeranno, in assemblea i lavoratori. In tanti anni di sindacato non avevamo mai visto un mancato accordo di questa natura. I sindacati ora – riporta la nota – si aspettano che la Regione mantenga l’impegno di far bonificare, dalla Cementir Sacci del Gruppo Caltagirone, lo stabilimento di Castelraimondo.

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