Montelupone (Macerata), 26 ottobre 2016 - Erano circa un’ottantina i dipendenti della Teuco che questa mattina hanno incrociato le braccia per due ore per protestare contro la decisione dell’azienda che, il 17 ottobre, ha avviato una procedura di mobilità per il licenziamento di 108 dipendenti su 194. «Viviamo nell’incertezza, ma anche nella speranza che l’emergenza possa rientrare», raccontano i dipendenti. Una protesta silenziosa partita davanti allo stabilimento di Montelupone e poi spostatasi lungo la provinciale, dove operai e rappresentanti sindacali hanno rallentato il traffico per rendere partecipi della loro situazione anche gli ignari passanti.

«Finora abbiamo utilizzato gli ammortizzatori sociali in maniera scientifica – spiega Marco Ferracuti, segretario regionale Cisl – tanto che, nell’ultimo anno e mezzo siamo riusciti a ricollocare ben 34 dipendenti. Ora, dopo l’approvazione da parte del governo del Jobs act, ci troviamo di fronte a un’azienda che ci racconta che gli ammortizzatori sociali le costano più che licenziare e per questo vuole mandare a casa 108 persone. Questo è inaccettabile».

«Il 26 settembre – continua Manuel Broglia, segretario Uil – avevamo sottoscritto con l’azienda una procedura di mobilità volontaria per 50 lavoratori, che avrebbe portato alla fuoriuscita volontaria di alcuni dipendenti, ma il 17 ottobre l’azienda, in maniera unilaterale, ha stravolto gli accordi». Al fianco dei lavoratori anche Daniele Principi della Cgil. Domani è previsto l’incontro tra i rappresentanti sindacali e i vertici dell’azienda, ceduta meno di due anni fa dalla Guzzini alla holding Certina, ma se non ci saranno garanzie per il futuro dei lavoratori, Cgil, Cisl e Uil hanno già dichiarato di essere pronti a nuove forme di protesta.