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Terremoto, la Svila rialza la testa tra le scosse

Ampliato lo stabilimento di Visso: "Il privato riparte, il pubblico è fermo". Ma la terra continua a tremare

di ELEONORA CONFORTI
Ultimo aggiornamento il 12 aprile 2017 alle 11:33
Il taglio del nastro per l’ampliamento dello stabilimento della Svila

Macerata, 12 aprile 2017 - «Questa per noi è una festa, ma con le virgolette. Possiamo solo dire grazie ai nostri dipendenti che da oltre cinque mesi si sacrificano per portare avanti il lavoro della nostra azienda». Ci tiene a sottolinearlo Maurizio Crea, amministratore delegato di Svila, che martedì  (assieme al titolare, l’imprenditore americano Alexander Palermo, al direttore della produzione, Mauro Parretti, alle autorità e ai dipendenti) ha inaugurato la nuova area dello stabilimento. C’è contentezza, gratitudine sul volto di Crea, che però con un po’ di amaro in bocca spiega che da festeggiare, in realtà, c’è poco o niente. E lo fa mentre la terra continua a tremare. Diverse infatti le scosse che si sono registrate ieri, con epicentro tra Fiastra e Fiordimonte: otto di magnitudo sopra i 3 gradi (due di 3.6).

Anche lo stabilimento della Svila, azienda leader nella produzione di prodotti surgelati, era stato fortemente danneggiato dai terremoti di ottobre, ma la proprietà in tempi record aveva ripristinato le due linee e nel frattempo ha ampliato la produzione e assunto nuovi dipendenti. A tutti loro è dedicata la giornata di ieri, ai sacrifici a cui li ha costretti il terremoto, alla voglia di lavorare, di essere puntuali e produttivi nonostante le trasferte giornaliere dal mare alla montagna, e viceversa, che tolgono ore di sonno e tempo per le famiglie.

«Siamo riusciti dopo il sisma a ricostruire, riconvertire, fare anche il nuovo – ha dichiarato Crea – e lo abbiamo fatto grazie ai nostri dipendenti. Fuori da qui però il tempo sembra essersi fermato. Privato e pubblico viaggiano a due velocità nettamente differenti, se il primo va a 10, l’altro va a 1. Oggi festeggiamo la grande famiglia Svila che non si è mai fermata, ma oltre il nostro cancello c’è solo incertezza, smarrimento e immobilità. E soprattutto uno Stato che non pensa ai privati, a chi come noi, feriti dal sisma, sta investendo in queste terre perché ci crede e le vuole rivedere vive». Fortemente critico per l’impostazione presa per la ricostruzione anche il sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini, che, nel ringraziare i tanti dipendenti per gli sforzi, ha invitato tutti a fare la propria parte. Anche l’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, benedicendo lo stabilimento e i lavoratori, ha chiesto che chi di dovere solleciti la velocizzazione della ricostruzione. Dopo i lavori di ampliamento, un’altra bella notizia annunciata ieri dai dirigenti di Svila. Il proprietario, Alexander Palermo, ha deposto il primo mattone del nuovo cantiere che realizzerà una mensa aziendale con i nuovi spogliatoi e una sala formazione per i dipendenti.

 

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