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4 mag 2022

Tari 2022, in provincia di Macerata aumento medio del 3,4%

Il provvedimento dell’Ata: nel 2022 aumenti oltre il 6 % a Tolentino, San Severino e Cingoli. A Macerata +2%, +1,4% a Civitanova

franco veroli
Economia
Un addetto alla raccolta dei rifiuti al lavoro: a partire da quest’anno e fino al 2025 sono previsti rincari in serie (foto d’archivio)
La Tari aumenta in provincia di Macerata (foto di repertorio)

Macerata, 4 maggio 2022 - Nel 2022 la Tari (la tassa sui rifiuti) aumenterà in provincia mediamente del 3,4%. È quanto deciso dall’Ata 3 (Assemblea territoriale d’ambito) di Macerata, sulla base dell’aumento dei costi della gestione del servizio che, complessivamente, quest’anno vale 52.879.088 euro: 42.657.581 euro riguardano il piano economico finanziario riferito all’attività di Cosmari srl, 10.221.507 euro il piano economico finanziario riferito ai comuni.

L’incremento, sia pure contenuto, è previsto anche nel 2023, quando la gestione sfiorerà i 54 milioni di euro, con un +2,1%; nel 2024 (oltre 55milioni) con un +2,4%, e nel 2025 (oltre 57 milioni), con un + 5%. Ovviamente si tratta di un piano fondato su previsioni, ma elaborato secondo le indicazioni tariffarie di Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) e, dunque, su basi solide, anche se si vedrà in itinere se sarà necessario apportare dei cambiamenti.

Naturalmente l’aumento medio del 3,4% di quest’anno si rimodula nei singoli comuni, con crescite superiori, inferiori, o anche – in alcuni casi – con una diminuzione della tariffa. Sul podio, con l’aumento maggiore ci sono i comuni di Loreto (che pur essendo in provincia di Ancona rientra nell’Ato 3, che riunisce gran parte dei Comuni del Maceratese), Tolentino e San Severino, che segnano un +6,6%. Seguono Cingoli con +6,2% e, distanziate, Treia con +4,1%, Potenza Picena con +4%, Porto Recanati con +3,9% e Recanati con +3,8%.

Valori più bassi nelle maggiori città: Macerata segna +2%, Civitanova +1,4%. In tanti centri, per lo più piccoli e nell’entroterra, invece, come per esempio San Ginesio, Muccia, Bolognola, Cessapalombo e Sant’Angelo in Pontano, ci sarà una riduzione, sia pure piccola, circa lo 0,90% in meno. L’aumento è rapportato ai diversi fattori del servizio rifiuti che, in alcuni casi, sono diversamente distribuiti tra Cosmari srl e singoli Comuni (alcuni, ad esempio, fanno la spazzatura in proprio), ai costi amministrativi, e via dicendo.

Comunque sia, è corretto ricordare che nella nostra provincia, almeno fino ad oggi, la Tari è mediamente più contenuta rispetto a tante altre zone d’Italia. Il report 2021 sui rifiuti dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva certifica per i capoluoghi marchigiani una situazione sostanzialmente virtuosa. L’indagine, condotta su 112 capoluoghi di provincia e relativa ad un nucleo familiare composto da tre persone e abitazione di 100 metri quadrati, evidenzia un costo medio di 312 euro annui, con un aumento dell’1,5% rispetto all’anno precedente.

A Macerata la Tari è passata da 207 a 211 euro, con un aumento dell’1,7%, ma è la seconda più bassa della regione. Si spende meno a Fermo, con 196 euro, ma di più ad Ancona, con 294 euro, Pesaro con 266, Urbino con 253, Ascoli con 235. E, poi, Macerata è sotto alla media regionale, che si attesta a 243 euro. I capoluoghi con la tariffa più alta sono invece Catania, con 504 euro, e Genova, con 480 euro.

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