Tombolini (Foto Calavita)
Tombolini (Foto Calavita)

Macerata, 1 dicembre 2016 - Questa mattina i lavoratori della Tombolini industrie, poco meno di 150, sfileranno in corteo a Macerata, partendo dalla sede dell’Inps di via Dante per raggiungere il tribunale, in via Pesaro. Un tragitto ben preciso: è stato infatti l’istituto di previdenza a presentare l’istanza di fallimento al tribunale, che l’ha accolta, ma non ha ancora risposto, dopo oltre due settimane, alla richiesta di ripresa temporanea dell’attività presentata dall’azienda.

E così tutti i dipendenti sono senza stipendio, diversi anche senza casa (sfollati a causa del terremoto), senza sapere quale sarà la loro sorte. Una situazione grave, che ieri ha spinto i sindaci di Urbisaglia e di Colmurano, Paolo Francesco Giubileo e Ornella Formica, accompagnati da David Ballini (Cisl) in rappresentanza dei sindacati presenti in fabbrica (Cisl, Cgil e Ugl) e dei lavoratori, a porre la vicenda all’attenzione anche del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in visita in città insieme al commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani. Il premier ha incontrato la delegazione, presente anche il prefetto Roberta Preziotti, subito dopo avere lasciato il teatro don Bosco, dove si era intrattenuto con i sindaci dei Comuni terremotati, prima di partire alla volta di Ancona. «È stato un incontro cordiale. Il Presidente del Consiglio ha manifestato grande sensibilità per la vicenda Tombolini, esprimendo vicinanza agli operai», spiega Ballini.

«Abbiamo ritenuto importante coinvolgere anche il commissario Errani – prosegue – perché l’azienda si trova in un Comune, Urbisaglia, compreso nel cratere del terremoto e dove risiede una parte consistente dei dipendenti, mentre un’altra parte risiede a Comurano, Comune anche questo interno al cratere. Non è da escludere, perciò, che la drammatica congiunzione di due eventi negativi, il terremoto e la dichiarazione di fallimento dell’azienda da parte del tribunale di Macerata, possa portare a un provvedimento specifico d’urgenza, ovviamente nel rispetto dei confini propri di ogni soggetto istituzionale. Vedremo». Intanto, però, il tempo passa, la decisione del tribunale – quale essa sia – non arriva, si resta nell’incertezza, con la produzione e le consegne di Natale già bloccate. «Abbiamo deciso di aspettare con pazienza. Ora però la protesta è inevitabile – dice Ballini –. In ballo c’è un’azienda che ha lavoro e 150 persone che rischiano di perdere il posto. Serve la responsabilità da parte di tutti».