Ussita (Macerata), 13 settembre 2019 - Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte è tornato nei paesi terremoto (foto). Il premier è stato prima prima ad Amatrice ed è arrivato a Ussita poco prima delle 16,30, dove è atterrato. Da qui si è spostato a Castelsantangelo sul Nera, uno dei Comuni distrutti dalle scosse del 2016. Il presidente del Consiglio, fresco dell’incarico bis, ha voluto vedere con i propri occhi il paese del Maceratese che ha registrato il 98% di inagibilità degli edifici (video). Il premier ha visitato anche la zona rossa del paese (ancora tutto distrutto, come tre anni fa) e poi il villaggio delle casette. Si tratta della prima visita di un presidente del Consiglio a Castelsantangelo sul Nera dopo il terremoto del 24 agosto del 2016.

"Dobbiamo adottare un testo normativo che valga anche per le ricostruzioni future, una volta per tutte. Sono venuto ad ascoltare, a fare il punto della situazione, ad aggiornarmi sulle criticità. Sono venuto né a vendere fumo, né a prospettare mirabilia". Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parlando con i giornalisti al termine dell'incontro con i sindaci marchigiani del 'cratere' e i rappresentanti dei comitati dei cittadini, incontro durato oltre novanta minuti. "La ricostruzione di questi territori martoriati, che hanno avuto una grande ferita dai terremoti, è una priorità del governo e l'ho detto anche chiedendo la fiducia al Parlamento, è un grande impegno che ho preso nei confronti della comunità locali a nome di tutto il governo", ha aggiunto Conte. Ribadendo di non essere venuto "a parlare di massimi sistemi e a fare promesse, ma a ragionare su questioni concrete, su problemi critici, su come risolvere il problema delle pratiche per la ricostruzione privata che non vanno avanti, il rallentamento della ricostruzione pubblica". "Non mi chiedete cose simboliche - ha detto rivolto ai giornalisti -: da domani ci sono tante questioni, ho preso pagine e pagine di aggiornamenti sulle questioni critiche e siamo da subito al lavoro per risolverle, iniziando da una legge sulla ricostruzione, sulla quale stiamo già lavorando, accelerando lo smaltimento delle pratiche per la ricostruzione privata, per la quale non saranno più consentite proroghe alle domande di presentazione per i danni lievi (scadranno il prossimo 31 dicembre, ndr.)".

E' durato circa due ore il Comitato istituzionale sisma, composto tra gli altri dai sindaci del territorio e dai presidenti delle Province interessate dal terremoto, a cui ha partecipato il presidente Conte. In apertura di lavori ha preso la parola il sindaco del borgo terremotato, Mauro Falcucci e rivolgendosi al premier ha detto: "Lei ha preso un impegno nel suo discorso alla Camera e oggi è qui. Di questo la ringraziamo". Pressenti il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli e, tra gli altri, l'arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, monsignor Francesco Massara

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Ceriscioli: "Bene la priorità"

"Per me indipendentemente dal colore del governo le priorità sono le esigenze che hanno i nostri cittadini e i nostri territori. Ripartiamo con piena volontà di dialogo ed i primi segnali da parte del premier Conte, nella nuova esperienza di governo, sono stati di attenzione e molto positivi". "L'aver inserito nel programma di governo il sisma come priorità - prosegue Ceriscioli - averlo dichiarato nei discorsi di Camera e Senato nel momento della richiesta di fiducia, così come nella replica, aver scelto come secondo appuntamento dopo Bruxelles di venire nelle Marche, per incontrare i sindaci e le comunità colpite, sono tutte premesse buone, vanno nella direzione giusta ed hanno riacceso i riflettori".


"Adesso abbiamo bisogno che questa presenza si traduca in fatti. - afferma il presidente della Regione - Ora possiamo misurare il decreto precedente sul sisma, vedere che non ha dato effetti positivi, non ha accelerato la ricostruzione. Nessuno l'ha boicottato, ma non sono state accolte nel testo le proposte che la Regione ha fatto ma altre istanze che si sono dimostrate inefficaci. Parliamo col senno di chi dopo tre mesi, - spiega - ha visto che nessun Comune ha aderito all'idea di diventare il soggetto tecnico che deve portare avanti la ricostruzione, alla luce degli strumenti ordinari e pesanti che oggi esistono. Serve un cambio di passo - ribadisce - e servono tanto gli strumenti proposti da Verducci (sen. Pd, ndr), quanto quelli proposti dalle Marche e approvati in Conferenza unificata delle regioni all'unanimità. Sono strumenti che riconoscono finalmente la giusta straordinarietà che deve avere un evento come questo"

 

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Giunto in prossimità della zona commerciale delocalizzata Conte si era soffermato a parlare con alcuni cittadini e ha preso un caffè in uno dei bar. Il premier adesso sta facendo visita al paese dell'Appennino marchigiano, ridotto da tre anni a un cumulo di macerie e ancora delimitato da una vasta zona rossa.

"Vogliamo restare"

"Siamo qui, con gli striscioni, perché vogliamo dire a Conte che esistiamo. Noi vogliamo restare, non vogliamo andarcene, ma bisogna che il governo crei le condizioni, per il lavoro e per la vita delle famiglie in genere". Lo dicono gli abitanti delle casette di Ussita, che hanno accolto il premier. Un comitato d'accoglienza sui generis, composto dagli sfollati che ora vivono delle casette. In mano reggono due striscioni: "Conte contiamo su di te" e su un altro "Ussita, manodepera=posti letto =lavoro".