Macerata, 30 aprile 2018 - «Ho ricevuto un’ondata di insulti e minacce, e tutto per una cosa completamente falsa, inventata ad arte contro di me da un quotidiano online. Una cosa intollerabile, per questo credo di non poter far finta di nulla, aspettando che chissà quando questa cosa si smonti: farò tutto il possibile per ristabilire la verità». L’assessore Stefania Monteverde si è rivolta a due avvocati, Massimo Bertola e Paolo Giustozzi, per difendere la sua immagine dopo le fake news che l’hanno travolta.

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Tutto è partito da quanto pubblicato da un quotidiano online locale il 26 aprile, dopo lo scandalo della pignatta che raffigurava Mussolini appeso a testa in giù: un articolo nel quale veniva ripreso un commento fatto dall’assessore Monteverde su Facebook: "Sono contenta che i bambini vedano questo". Ma il commento dell’assessore era riferito al pranzo multietnico in piazza Vittorio Veneto; del fantoccio in piazza Battisti lei non sapeva nulla, e non appena saputo cosa era accaduto lo ha condannato senza esitazione.

Dopo che il giornale online aveva messo insieme le frasi dell’assessore alla notizia del fantoccio del Duce, riportandole anche sui vari social network, l’assessore si è ritrovata sommersa dalle critiche, dalle volgarità e anche dalle minacce. Questa mattina, Monteverde ha anunciato che valuterà tutte le azioni a sua disposizione per difendersi.

«Accetto che ci siano critiche, dibattiti anche forti, ma qui si è andati oltre, infangando una persona come donna, come madre e anche come insegnante per una cosa del tutto falsa. Non sapevo di quella manifestazione in piazza Battisti, e quando ho saputo cosa era successo ne ho preso immediatamente le distanze: è stata una istigazione alla violenza ingiustificabile. Eppure, sono stata accusata, a torto, di aver apprezzato l’iniziativa. Ora sento il dovere di non lasciar correre, non posso recedere dinanzi a offese fondate su un falso, che mettono in discussione valori costruiti in una vita intera. Sono stati coinvolti i miei familiari, i miei studenti per una cosa del tutto inventata, è inaccettabile».

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