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Sferisterio, la Lega stronca il Flauto magico: “Indegna predica politica’’

Patassini e Arrigoni: “Riferimenti a Salvini e ai migranti, ma non a Pamela’’

Ultimo aggiornamento il 22 luglio 2018 alle 12:24
Tullio Patassini davanti allo Sferisterio (Calavita)

Macerata, 22 luglio 2018 - «Macerata tradita dalla cattiva politica. Spieghi Carancini perché allo Sferisterio, patrimonio del territorio e sua vetrina internazionale è andata in scena una predica laica di quart’ordine imbastita da un radical chic con soldi pubblici a gloria e nome di una giunta Pd che ha un altro motivo per vergognarsi e di cui dovrà rendere conto».

Così il deputato leghista Tullio Patassini dopo la messa in scena de Il Flauto Magico di Mozart, per la regia di Graham Vick. L’opera ha diviso il pubblico e venerdì sera non sono mancati i fischi. Secondo la Lega, la rappresentazione ha «risvolti smaccatamente politici che ha tirato in ballo anche Matteo Salvini». «In una notte Salvini ha preso il posto di Mozart e la cosa non è lusinghiera – continua Patassini –. Sue metafore come quella della ruspa sono state spesso strumentalizzate, ma trovo francamente assurdo tirarlo in ballo stravolgendo quelle di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi per giustificare una politica di accoglienza fallimentare che ha profondamente segnato i maceratesi».

Gli fa eco il senatore Paolo Arrigoni, responsabile Lega Marche: «La giunta Carancini non potrà dire che questo scempio ai danni di Mozart e degli spettatori è stato perpetrato a sua insaputa come ha fatto quando un fantoccio vestito da nazista è stato appeso a testa in giù come fosse Piazzale Loreto per fare da pignatta ai bambini – dichiara Arrigoni –. In una intervista il sindaco Carancini ha sottolineato con compiacimento come fossero “tantissimi gli elementi di riflessione in particolare per questa città”. A Carancini chiedo allora di spiegare come mai non c’era nessun riferimento alla morte di Pamela Mastropietro. Si è trattato di un’amnesia del regista o lui e la sua giunta pensano davvero di riuscire a tenere ancora sotto il classico tappeto la polvere del business dell’accoglienza sollevata da un delitto di inaudita violenza?».

Tullio Patassini rilancia: «Magari la povera Pamela fatta a pezzi da un noto spacciatore dileguatosi dal programma di accoglienza avrebbe minimizzato l’effetto della ruspa-Salvini. Trovo illuminante il commento rilasciato alla stampa da una spettatrice maceratese all’uscita: “non ce lo meritiamo”. Verissimo, la gente del maceratese e delle Marche non merita che lo Sferisterio da officina e vetrina della cultura sia trasformato in strumento di propaganda ad uso e consumo del Pd comunale e regionale. Perché invece di pontificare con la solita autoreferenzialità culturale e linguaggio da centro sociale il Pd non ci spiega piuttosto come mai non è riuscito per anni a dare risposte alla gente su sicurezza e terremoto in primis?».

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