Da sinistra il sindaco Scuppa, il professor Musarra, Benigni, il sindaco Bacci, Lucia Chiatti
Da sinistra il sindaco Scuppa, il professor Musarra, Benigni, il sindaco Bacci, Lucia Chiatti

Apiro (Macerata) 6 ottobre 2018 – «Mi piacerebbe tanto tornare in Tv, a teatro, al cinema, in tutti e tre i settori nei quali ho sempre passeggiato nella mia vita». Lo ha detto questa mattina Roberto Benigni ad Apiro, che ospita il convegno internazionale di studi 'Letture dell’Inferno di Roberto Benigni' al teatro Mestica, e domani (domenica 7) al teatro Pergolesi di Jesi. Un appuntamento promosso da Franco Musarra, esperto di Dante ed ex docente dell'Università di Lovanio in Belgio, a cui il premio Oscar aveva partecipato anche nel 2015.

Ed è proprio ad Apiro che l'attore e regista premio Oscar svela i suoi progetti per il futuro. Per la Tv Benigni pensa a uno spettacolo sull’amore: «Il titolo provvisorio è “La verità vi prego sull’amore”, una specie di atlante, un bel viaggio intorno a questo sentimento, è come parlare dell’infinito, dell’oceano. Comincio ad avere una certa età – ha scherzato ancora Roberto Benigni –, ma vorrei fare una tournée anche per brevi tappe perché il contatto fisico con la vivezza dell’umanità rende tutto più esplosivo, vitale e vero».

Durante un incontro prima del convegno, l’attore toscano ha scherzato con i presenti: «Ma che grazie, io sono apirese. E' tanto tempo che non faccio più niente: ho fatto domanda per il reddito di cittadinanza e me l'hanno accordata! Poi mi avvicino alla quota cento per la legge Fornero; l'anno prossimo c'è la flat tax e sono a posto. Comunque non mi sono mai fermato in questi anni. Mi sono preso un lungo triennio sabbatico: essere di nuovo qui è una gioiosa sorpresa. Mi sento accolto in un luogo straordinario, come se fossi un campione sportivo o un divo del rock. E sono stupito dall’amore che sta crescendo per Dante».

«L'amore è un discorso politico molto forte - ha detto ancora Benigni -, è un tema rivoluzionario: tutto quello di cui si discute oggi ha a che fare con l'amore, come la questione dei migranti e anche l'Europa che ritengo sia l'unico sogno che ci è rimasto. Il sogno dell'Europa unita è l'unico sogno che si può dare ad un bambino che nasce ora, non lo si può far morire. Nel mio nuovo progetto vorrei parlare di tutto questo».

E c'è qualcosa in preparazione anche per il cinema, ma non prima del 2020, «forse diretto da me e diretto da persone che amo»