Macerata, 13 giugno 2018 – Un docufilm per raccontare i luoghi colpiti dal sisma del 2016. Immagini che raccontano volti, gesti e suoni di chi ha scelto di restare. “La vulnerabilità della bellezza” è un progetto del documentarista civitanovese Manuele Mandolesi. E il simbolo di questo progetto è il “Camper della bellezza” che ha percorso con la troupe le strade tortuose dei piccoli comuni nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Un modo per portare vicinanza a quelle popolazioni che lottano per riprendersi la propria normalità, un atto di amore per quei meravigliosi luoghi immortalati da una telecamera che vuole andare oltre a quello che vede. L’Associazione “Respiro Produzioni” sta realizzando questo lavoro partito nella primavera del 2017 grazie ad un gruppo di professionisti della cinematografia e dei media e ad altri partner, enti ed aziende che stanno credendo nel progetto come Anci Marche, i comuni di Ussita, Visso e Arquata del Tronto, che hanno concesso il loro patrocinio gratuito e le aziende Faber, XL Extralight, Electri, Nerea.

Questo viaggio con il “Camper della Bellezza” ha toccato i comuni di Ussita, per girare alcune scene anche nella nuova casa di una delle protagoniste della narrazione Michela Paris; Visso, dove Sara Rizzi nella sua Sae ricorda il camper in cui ha vissuto per lunghi mesi ricreando con i suoi concittadini una nuova e piccola comunità; Castelsantangelo sul Nera e le montagne dei Sibillini, dove sono state girate le immagini di bellezza che avranno il commento audio di Neri Marcorè.

Sono stati poi i ragazzi di Arquata del Tronto di “Chiedi alla polvere/Ask the Dust”, altri protagonisti del docufilm, a raggiungere i loro “colleghi” maceratesi per una partecipazione di esperienze filmata. Il Camper è stato ospitato anche al Toc Festival “Sagra della creatività” a Tolentino, per condividere con altri marchigiani il racconto di ciò che stanno vivendo le persone coinvolte dal sisma. Per il regista Mandolesi, Gianluca Gulluni, direttore della fotografia e operatore, il tecnico del suono in presa diretta Roberto Colella, i ricordi più belli di questo percorso che sta giungendo al termine nella sua prima parte dedicata alle riprese, sono stati quelli in cui si sono trovati vicini alle persone.