MasterChef 7, tra Italo Screpanti e Simone Scipioni è guerra aperta (frame da YouTube)
MasterChef 7, tra Italo Screpanti e Simone Scipioni è guerra aperta (frame da YouTube)

Montecosaro (Macerata), 26 gennaio 2018 – Uno, appena 20 anni, arriva da Montecosaro. L’altro di candeline ne ha già spente 74 ed è nato a Pedaso. Pochi chilometri e diverse stagioni dividono Simone Scipioni e Italo Screpanti. Ma non sono ragioni di età né di campanilismo ad innescare la guerra che va in scena a MasterChef 7.

La puntata del 25 gennaio comincia bene per uno dei due. Al termine della mistery box Simone presenta una pietanza che sbanca: bocconcini di cervello, parmigiano e salvia. Joe Bastianich la definisce così: “È un piatto da ristorante, molto buono”. Antonia Klugmann aggiunge: “Abbiamo sentito passione, trasporto e sentimento, finalmente il tuo grande cuore nascosto ha fatto capolino”. “Tutto me trema, lu core, lu cervello”, commenta in dialetto l’aspirante cuoco, visibilmente commosso. È lui il vincitore della prova, per la prima volta da quando è entrato nella Master Class.

E per la prima volta ha la possibilità di sfruttare il vantaggio che ne deriva. Come? Scegliendo alcuni degli ingredienti che i quattro giudici gli propongono per l’invention test, e assegnandoli a dei colleghi affinché li usino per creare un piatto. Insomma: ha la facoltà di complicare loro la vita. A fine prova, infatti, qualcuno sarà eliminato. La strategia di Simone è chiara fin da subito: “Se faccio uno sgambetto a una persona brava, quella si rialza e magari si vendica pure”. Quindi preferisce mettere in difficoltà chi, parole sue, “non si merita di stare qui dentro”: Matteo e Italo. “In questa scelta di Simone c’è anche un po’ di cattiveria”, sottolinea Bruno Barbieri parlando con gli altri giudici.

Tocca proprio allo chef bolognese assaggiare la creazione dell’ex aviatore: un filetto di sgombro su crema di asparagi con insalatina di sedano e quinoa. Un piatto che il suo autore chiama ‘Il pescecane’. “Il pescecane a volte è un pesce molto docile – spiega Italo -, ma può anche sbranare l’uomo”. Una metafora che sa tanto di dichiarazione di guerra a chi pensava di farlo fuori. Simone recepisce il messaggio ed esprime il suo disappunto con una serie di smorfie. Neanche l’ex pilota nasconde i suoi sentimenti. Ha ormai dismesso la divisa rassicurante del comandante di linea per indossare i panni aggressivi del top gun. La determinazione paga. “Il tuo è un piatto equilibratissimo, molto buono”, gli dice Barbieri. Antonino Cannavacciuolo concorda: “È perfetto”. Joe Bastianich lo provoca: “Forse Simone ti ha dato un vantaggio”.

“È stato un ambasciatore”, replica serafico Screpanti. “È stato incaricato di farti fuori dagli altri?”, chiede l’italoamericano. Il 74enne sembra annuire; poi torna tra i banchi e sfilando si rivolge ai colleghi: “Cornuti e str….”. Poco dopo la vendetta diventa perfetta, perché i giudici lo premiano come vincitore dell’invention test. Ora spetta a lui, finalmente, fare il capitano di borgata nella prova in esterna. Tra i piatti peggiori, invece, c’è quello di Simone, che finisce al ‘pressure’. “Meglio che essere capitanato da Italo”, commenta lo studente di Montecosaro. Pronta la replica: “Chi di spada ferisce, di spada perisce”.

Il Bar Mitzvah, la festa ebraica per la quale gli aspiranti cuochi devono preparare il pranzo, si rivela un fiasco per Screpanti. I compagni di avventura che lui stesso ha scelto gli si rivoltano contro. “Vuol dire che l’equipaggio vuole naufragare, sono stato isolato”, sentenzia l’anziano comandante. La sconfitta e di conseguenza il pressure test sono inevitabili.


Alla sfida decisiva partecipa anche Scipioni, il quale però si mette in salvo al primo step. Screpanti, invece, va al duello finale con Joayda. Ma la sua ‘Mezza manica alla Zichichi’ conquista i giudici, che eliminano la concorrente dominicana. “Ero sicuro di arrivare in fondo – festeggia -, dentro di me ho una grande soddisfazione e me la godo da solo”. Il piacere è fugace, tuttavia; giovedì ci sarà un’altra battaglia.