Macerata, 2 agosto 2018 – Le note della Traviata, dell’Elisir d’amore e del Flauto magico hanno risuonato per tutta la città nella notte più lunga dell’anno: quella dedicata all’opera.

Sono state le voci dei tenori Massimiliano Fiorani e Giacomo Medici a dare il là al serpentone verde speranza della Notte dell’opera, l’iniziativa organizzata, oramai da sette anni, dal Macerata Opera Festival per far uscire la lirica dallo Sferisterio e portarla nelle vie e nelle piazze.

«Sono molto curiosa ed anche emozionata nel vedere cosa succederà – racconta il direttore artistico, Barbara Minghetti, al suo primo anno alla guida dello Sferisterio. Oggi, dalle 14, ho cominciato a girare per la città e ho visto piano piano negozi colorarsi di verde, vetrine a tema e ne sono stata molto felice».

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La sfilata, al seguito del carro allestito dalla Pro Loco di Piediripa, è stata aperta da ‘Libiamo ne’ lieti calici’, una delle arie più famose della Traviata e, anche il sindaco Romano Carancini, non si è sottratto al canto.

Alla musica lirica si è aggiunta anche un po’ di tradizione popolare con i Pistacoppi, che hanno rallegrato i presenti con il loro salterello, la banda di Petriolo, gli sbandieratori di Corinaldo e la coreografia delle majorettes.

Musica, risate e divertimento fino alla grande chiusura in piazza della Libertà, poco prima della mezzanotte quando la lirica si mixerà con l’arte circense degli artisti di El Grito e le voci dei cantanti Giovanni Sala, Guido Loconsolo, Tetiana Zhuravel e Paola Leoci e al pianoforte Simone Savina.