La rievocazione
La rievocazione

Tolentino (Macerata), 5 maggio 2018 - Primo giorno di battaglia a Tolentino. Le truppe franco-napoletane del principe Gioacchino Murat si sono scontrate con l’esercito austriaco 203 anni dopo, davanti a tantissimi spettatori, grandi e piccini, malgrado il tempo incerto.

Oggi pomeriggio il Castello della Rancia è stato lo scenario di un wargame appassionante tra oltre venti battaglioni, al ritmo di corni, tamburi e spari di cannone. Quasi trecento soldati-figuranti, giunti da Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Sicilia, Calabria e anche Slovacchia e Repubblica Ceca, hanno dato fuoco alle polveri (sparando a salve), mentre le vivandiere si «godevano» lo spettacolo.

Tutti rievocatori con un grande amore per la storia, che hanno studiato nei minimi dettagli manovre di guerra, armi e divise, bottoni compresi. I fanti del Regno Italico si battono a colpi di briquet, simile a una sciabola, i cacciatori a cavallo con i fucili a pietra focaia charleville e gli artiglieri stanno dietro ai cannoni di campagna. Mentre dall’altra parte contrattaccano gli austriaci del barone Federico Bianchi, in divisa bianca e con la foglia di quercia sul berrettone, sostenuti dal battaglione estense.

«In guerra non vince chi è più bravo, bensì perde chi fa più errori», ricorda il comandante in campo Gianfranco Ruello, un concentrato di aneddoti. Ha 56 anni e partecipa alle rievocazioni da quando ne ha 18, con una media di 15 l’anno. Sua figlia Chiara, studentessa universitaria di 21 anni, ha ereditato la passione dal padre ed è il soldato donna più giovane sul campo di battaglia. «Da piccola facevo la vivandiera – dice – poi, quando ho indossato gli abiti del tamburino, ho capito che la divisa mi dava più emozioni». Ora è granatiere in linea. Murat, al secolo Francesco D’Alì da Pizzo Calabro (Comune gemellato con Tolentino), dirige la battaglia.

«Il primo giorno di scontri, il 2 maggio 1815 – spiega Ruello – fu più fortunato per il re di Napoli, ma il secondo andò nel panico. D’altronde aveva con sé soldati inesperti, giovani reclute costrette ad arruolarsi». Non solo guerra però. C’è anche l’amore ai tempi della guerra: due soldati appartenenti alle truppe austriache, i lombardi Mara e Teseo, hanno festeggiato 39 anni di matrimonio. Ed è stato quindi d’obbligo il «picchetto d’onore». In serata il Castello si è animato con il «Banchetto del Re e Gran Gala Reale», tra signorotti, viandanti, cartomanti e negozianti pronti a barattare i loro averi. Domani alle 11 in piazza della Libertà ci sarà la sfilata dei gruppi storici, mentre alle 16 si torna ai cannoni per il secondo giorno di battaglia.