di Mauro Grespini Il Matelica Calcio pianifica il suo futuro, il Comune cerca di capire come intervenire sullo stadio, lo staff tecnico e i giocatori si godono il momento. E’ questo il "quadro" della situazione a una settimana dall’ufficializzazione della promozione in serie C del Club del patron Mauro Canil. Ne parliamo con il capitano della squadra Simone De Santis, da due stagioni in biancorosso. Avete scelto di tenere un basso profilo per diversi motivi, legati proprio al coronavirus. Ma, a...

di Mauro Grespini

Il Matelica Calcio pianifica il suo futuro, il Comune cerca di capire come intervenire sullo stadio, lo staff tecnico e i giocatori si godono il momento. E’ questo il "quadro" della situazione a una settimana dall’ufficializzazione della promozione in serie C del Club del patron Mauro Canil. Ne parliamo con il capitano della squadra Simone De Santis, da due stagioni in biancorosso.

Avete scelto di tenere un basso profilo per diversi motivi, legati proprio al coronavirus. Ma, a bocce ferme, quali sensazioni rimangono nell’animo?

"L’ufficialità della promozione ha tardato ad arrivare, ma ha finito per coronare un sogno personale e anche quello di una città e di una società che ha dimostrato sempre di essere ai vertici della categoria. Credo di poter dire che, a una settimana dal verdetto, l’entusiasmo per la vittoria è ancora molto alto".

Coppia Italia vinta nel 2019, campionato nel 2020. E lei protagonista di entrambi i successi...

"È stato un biennio a dir poco incredibile... Indelebile per me e per chi ha fatto parte della grande famiglia chiamata Matelica. Due anni colmi di emozioni e di successi dove ho conosciuto persone fantastiche (compagni di squadra, staff, addetti ai lavori, società) che hanno reso possibile... l’impossibile".

Ci racconta di quel contratto in bianco firmato negli spogliatoi?

"Già, tutti noi lo abbiamo sottoscritto poco prima dell’inzio della partita col Notaresco. Una gara che poi perdemmo, ma – ironia della sorte – da lì in poi abbiamo iniziato una rimonta straordinaria che si è conclusa a Vastogirardi con la vittoria che ci ha permesso di scavalcare proprio il Notaresco nell’ultima giornata prima dello stop alla stagione".

Le piacerebbe rimanere a Matelica?

"Certamente per me sarebbe un bel premio restare e poter disputare il campionato di serie C qui a Matelica. Credo che il Club biancorosso possa dire la sua anche in un torneo professionistico, dato che è una società seria e che è stata sempre professionale in tutto ciò che ha fatto e in virtù dei risultati conseguiti negli anni".

A chi dedica il salto di categoria?

"A chi mi ha sempre seguito e chi mi ha tifato. Quindi ai miei familiari, alla mia ragazza e ai miei amici".

Aneddoti?

"Ce ne sono abbastanza. Un esempio? Ogni volta che avevamo la riunione tecnica in sala-video il mister era pronto a stemperare ‘la settimana’ raccontandoci nella maniera più chiara possibile qualche sua esperienza passata. Riusciva così a rendere il clima più disteso, senza però farci perdere il focus della gara".