di Mauro Grespini Non c’è giorno che non si lavori per dare al Matelica un futuro in serie C. L’aspetto preponderante resta quello economico. Rilevante, ma non impellente – perché si confida molto su una possibile deroga federale, almeno per il primo anno –, è anche la questione dello stadio. Per fare un campionato di Lega Pro, attualmente (senza eventuali riforme), occorrono almeno 2 milioni di euro: una cifra che trova riscontri nei bilanci delle altre società marchigiane di questa categoria e che, al di là degli oltre 400mila euro necessari...

di Mauro Grespini

Non c’è giorno che non si lavori per dare al Matelica un futuro in serie C. L’aspetto preponderante resta quello economico. Rilevante, ma non impellente – perché si confida molto su una possibile deroga federale, almeno per il primo anno –, è anche la questione dello stadio. Per fare un campionato di Lega Pro, attualmente (senza eventuali riforme), occorrono almeno 2 milioni di euro: una cifra che trova riscontri nei bilanci delle altre società marchigiane di questa categoria e che, al di là degli oltre 400mila euro necessari per l’iscrizione e la fidejussione, vede nel "monte ingaggi" la quota maggiore di spesa. Ipotizzando un minimo sindacale di 1.500 euro a calciatore, più il versamento dei contributi (perché ora parliamo di professionisti), è facile raggiungere e superare il milione di euro solo alla "voce" stipendi. E’ il doppio di quanto costerebbe allestire una formazione competitiva in serie D. Un esempio: la Vis Pesaro, che strappò la promozione al Matelica nel maggio 2018, arrivò a un budget di 2 milioni e 200mila euro per affrontare la stagione 2018-2019 in Lega Pro. Dunque, occorre trovare nuovi sponsor e dar vita a una cordata imprenditoriale che sostenga il progetto. A ciò si aggiunga una serie di interventi migliorativi dell’impiantistica, di cui si sta interessando pure il Comune, proprietario dello stadio. L’assessore allo Sport, Graziano Falzetti, ha lanciato l’idea dello "Sport Bonus" che il governo ha messo in campo per l’emergenza coronavirus.

"Quello che abbiamo in mente, a livello di sport e cultura (c’è anche l’ArtBonus; ndr), è un ‘Progetto Matelica’ generale che punti a rilanciare l’immagine complessiva della città e del territorio. Il palcoscenico del calcio professionistico diventa un trampolino di lancio, ma non vogliamo tralasciare il basket e altre importanti realtà locali. L’iniziativa, pensata per un nuovo palasport, torna ora utile anche per il ‘Giovanni Paolo II’". "Sul sito del Comune – aggiunge l’assessore alle Finanze, Giovanni Ciccardini – c’è il bando, rivolto in particolare alle imprese che, destinando una somma del proprio bilancio a sport o cultura, ricevono un credito d’imposta del 65% da recuperare in 3 anni. Si può aderire fino al 6 luglio. Un esempio: se un imprenditore volesse contribuire con 10mila euro al rifacimento delle panchine dello stadio, li verserebbe al Comune o al Matelica Calcio (gestore dell’impianto) e in un triennio ne recupererebbe 6.500 sul pagamento delle tasse". Ciccardini è pure un grande sostenitore biancorosso: "Come tifosi siamo contenti. Certo, andare in Lega Pro è un passo impegnativo – conclude –, non semplice per una realtà piccola come la nostra. Si sta ragionando sul da farsi, ma il club è serio, lo ha dimostrato in questi anni".