La proclamazione della Lube
La proclamazione della Lube

Bologna, 29 gennaio 2017 – La Lube Civitanova ha vinto 3-1 contro la Diatec Trento e si è aggiudicata la finale di Coppa Italia al termine di una final four, disputata all’Unipol Arena di Bologna, davvero spettacolare (guarda le foto).

La Lube, così – oltre ad aggiudicarsi la Coppia Italia – viene ammessa alla Coppa CEV 2017-18 e alla finale a 4 della Supercoppa Italiana che inaugurerà la prossima stagione.

3-1

Parziali: 25-21, 23-25, 25-15, 25-20.

CUCINE LUBE CIVITANOVA: Juantorena 15, Stankovic 11, Sokolov 20, Kovar 11, Candellaro 9, Christenson 3, Grebennikov (L), Pesaresi, Cebulj. N.e. Kaliberda, Cester, Corvetta, Casadei. All. Blengini.

DIATEC TRENTINO: Lanza 11, Van De Voorde 9, Giannelli 6, Urnaut 7, Solè 10, Stokr 17, Colaci (L), Nelli, Antonov 2, Mazzone Tiziano. N.e. Burgsthaler, Blasi, Chiappa (L), Mazzone Daniele. All. Lorenzetti.

Arbitri: Saltalippi di Perugia e Goitre di Torino.

Note:  8.481 spettatori. Durata set: 26’, 33’, 23’, 29’. Durata totale: 1 h e 51’. Lube: bs 16, bv 7, muri 8, errori 19. Trento: bs 21, bv 1, muri 10, errori 29.

 E’ la Lube ad alzare il primo trofeo del 2017, la sua quinta Coppa Italia. Mancava in bacheca dal 2009. I marchigiani superano Trento in quattro set, ma soprattutto battono la paura di essere diventata una squadra perdente, capace di costruire solo delle “incompiute”. Stavolta invece completano l’opera grazie a una belle prova corale, di carattere, dopo aver estromesso Piacenza in una difficile semifinale. La differenza con la Diatec, sul piano tecnico, la fa - più di ogni altra cosa – il servizio: la Lube è fin da subito più incisiva, soprattutto con Juantorena, mette a segno 7 ace sbagliando 16 volte dai nove metri; Trento invece chiude con una sola battuta vincente commettendo 21 errori.

Di conseguenza il cambio palla risulterà balbettante nelle file trentine, nonostante il solito Giannelli, soprattutto negli ultimi due set, quando la stanchezza cominciava ad affiorare. I due allenatori ripropongono infatti le stesse formazioni che hanno vinto le rispettive semifinali. La Lube ha Grebennikov libero, Kovar in banda con Juantorena e Candellaro al centro assieme a Stankovic, mentre la diagonale Sokolov-Christenson resta inamovibile. La Diatec risponde con Giannelli-Stokr, i centrali stranieri Van De Voorde e Solè, gli schiacciatori Urnaut e Lanza, Manià libero. Sono loro i protagonisti di una spettacolare finale, che ha emozionato gli oltre ottomila spettatori dell’Unipol Arena.

La Lube inizia bene, sospinta da un Juantorena piuttosto carico, mentre Trento, dopo un minimo vantaggio iniziale (8-7), non trova continuità al servizio e commette il doppio degli errori totali rispetto agli avversari (10 a 5). I marchigiani allungano sui turni di battuta di Osmany – che chiude il primo set col 100% in attacco (4 punti più un ace) – e non si fanno più riprendere fino al 25-21 firmato da Stankovic, pure lui piuttosto letale (75%, 3 punti). La squadra di Lorenzetti, però, è più attenta nella seconda frazione di gioco, vince il duello a muro (3-1) anche perché la Lube cala di molto la sua percentuale d’attacco:  dal 68 al 40 per cento. Sokolov ne fa 7, ma non bastano: Giannelli innesca i centrali e rianima uno Stokr fino a quel momento un po’ spento (5 punti, 57% in attacco). Dall’11 pari in poi è la Diatec a comandare nel punteggio fino all’ultimo punto (25-23) regalato da Kovar con un servizio out, anche se i cucinieri in verità arrivano pure a un passo dall’aggancio (19-20) e la parità sfugge solo per un video check che attribuisce un impercettibile tocco a muro in favore di Trento. Il terzo parziale è a senso unico: la Lube comincia bene e rimane sempre avanti, facendo addirittura arrendere gli avversari che sul 18-12 pensano già alla quarta frazione: Lorenzetti richiama in panchina Stokr per Nelli e Van De Voorde per Mazzone. Si gira pagina dopo il 25-15, ma la musica non cambia: i biancorossi di Blengini ormai ci credono; Juantorena – Mvp della Final four - continua a martellare dai 9 metri, Stankovic arriva al 100% in attacco e Candellaro fa volare la squadra sul podio con un primo tempo che sigla il definitivo 25- 20.